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Che cosa chiedono le linee guida della Lombardia per i PEBA?
PEBA Lombardia: le linee guida regionali in chiave Design for All
Con la DGR XI/5555 del 2021 la Lombardia ha chiesto ai Comuni PEBA partecipati fin dall’inizio, dichiarando l’approccio Design for All. Che cos’è il piano, che cosa dicono le linee guida, quali contributi la Regione ha dato e come si lavora a un PEBA che parte dalle persone.
· aggiornato il 6 minuti di lettura

Il PEBA, Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, è lo strumento con cui un Comune censisce le barriere di edifici e spazi pubblici e programma gli interventi per rimuoverle. L’obbligo esiste dal 1986 (Legge 41/1986, art. 32) ed è stato esteso agli spazi urbani dalla Legge 104/1992, ma molti Comuni non si sono mai dotati di un piano. Con la DGR XI/5555 del 23 novembre 2021 la Regione Lombardia ha dato ai Comuni linee guida tecniche e, dal 2023, contributi per redigerlo.
Che cos’è il PEBA
PEBA è l’acronimo di «Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche». La Legge del 1986 che introduceva l’obbligo da parte delle amministrazioni pubbliche, Comuni compresi (art. 32, comma 21, della Legge 41/1986 (si apre in una nuova scheda)), poi esteso agli spazi urbani dall’art. 24, comma 9, della Legge 104/1992 (si apre in una nuova scheda), non ha dato gli esiti auspicati, e molti comuni non sono dotati di un piano. Molto probabilmente, le ragioni risiedono nella mancanza di indicazioni tecniche necessarie alle Amministrazioni per la loro redazione. In Lombardia la base regionale dei PEBA è la Legge regionale 6/1989.
Le linee guida della Regione Lombardia (DGR 5555/2021)
Il 23 novembre 2021, con la DGR n. XI/5555 (si apre in una nuova scheda), la Regione Lombardia ha deliberato le nuove Linee Guida regionali per l’elaborazione dei PEBA.
La Regione Lombardia, deliberando le nuove linee guida, cambia radicalmente il paradigma. Non si tratta più unicamente di eliminare le barriere architettoniche, ma di coniugare la progettazione accessibile e l’inclusione sociale dei cittadini, il benessere ambientale e la vivibilità dello spazio pubblico. Ancor più, innova la procedura seguendo l’approccio Design for All, e lo dichiara: «Seguendo l’approccio Design for All indicato dalla Comunità Europea, è raccomandato un processo sin dall’inizio partecipativo, capace di coinvolgere tutti gli attori – decisori e portatori di interesse» (Linee guida, Introduzione).
In questo modo, si sta cercando di andare oltre un approccio meramente burocratico, e si tende a strutturare gli interventi per la comunità con l’ottica di migliorare la qualità della vita. Non solo per le persone con disabilità, ma anche per garantire la mobilità, la fruizione di percorsi tra i luoghi di maggiore interesse (i luoghi dei servizi sociali, sanitari, storico-culturali, sportivi, ricreativi, scolastici). Un’opportunità per rilanciare l’attrattività dei territori e promuoverne l’economia e il turismo.
I contributi regionali ai Comuni
Dal 2023 la Regione sostiene anche la redazione dei piani. Con la DGR XI/7800 del 23 gennaio 2023 ha finanziato i Comuni fino a 20.000 abitanti, attraverso le Province e la Città Metropolitana di Milano, con le risorse del DM 10 ottobre 2022; con la DGR XII/3343 dell’11 novembre 2024 ha esteso la misura ai Comuni fino a 70.000 abitanti, esclusi quelli già finanziati e con priorità a quelli tra 5.000 e 20.000 abitanti (pagina PEBA della Regione Lombardia (si apre in una nuova scheda)). Le condizioni sono state fissate da ciascuna Provincia: l’avviso della Provincia di Sondrio del 2025 (si apre in una nuova scheda), per esempio, copriva il 60% della spesa fino a 6.000 euro, con PEBA da approvare e rendicontare entro il 30 settembre 2026.
Il quadro nazionale in cui si inseriscono i piani è descritto nell’articolo sulla Legge 13 e l’abbattimento delle barriere architettoniche; le risorse straordinarie degli ultimi anni nell’articolo su PNRR e accessibilità.
Che cosa cambia con l’approccio Design for All
Il cambiamento introdotto dalle linee guida riguarda il processo prima dei contenuti. Un PEBA in chiave Design for All comincia dalle persone: le coinvolge dall’inizio, con le loro diverse capacità, per decidere insieme quali percorsi contano davvero, tra i luoghi dei servizi sociali e sanitari, della scuola, della cultura e dello sport. Il rilievo tecnico non precede l’ascolto e non lo sostituisce: lo verifica, e misura ciò che la comunità ha indicato come prioritario. Il processo non è lineare: le priorità si verificano e si correggono a ogni passaggio.
Come lavorare a un PEBA partecipato
Design for All Italia ha dedicato alle linee guida lombarde una pagina di approfondimento (si apre in una nuova scheda).
Lo stesso processo è stato seguito da Design for All Italia, con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, per i Musei Civici di Bologna (si apre in una nuova scheda): 12 sedi museali, oltre 10 workshop di Co-Design con più di 150 partecipanti, oltre 1.200 esigenze raccolte, ricondotte a circa 400 bisogni e ordinate in 6 aree tematiche e operative, da cui sono nati le linee guida di progetto e i piani per l’eliminazione delle barriere elaborati secondo le direttive ministeriali per i luoghi della cultura. È un esempio fuori dalla Lombardia, ma mostra come un piano partecipato traduca l’ascolto in priorità e azioni progressive. A Bologna il piano è stato scritto per ultimo, dopo formazione, osservazione e ascolto: lo spieghiamo in Musei Civici di Bologna: il bisogno prima dell’edificio.
Lo studio affianca amministrazioni e progettisti con la consulenza Design for All e Inclusive Design e i servizi Design for All; i progetti realizzati ne sono la prova.
Per maggiori informazioni sulle linee guida, potete consultare l’articolo integrale dell’Associazione LEDHA (si apre in una nuova scheda).
Domande frequenti
Che cos’è il PEBA?
Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche è lo strumento con cui un Comune censisce le barriere di edifici e spazi pubblici e programma gli interventi per rimuoverle. L’obbligo esiste dal 1986 (Legge 41/1986) ed è stato esteso agli spazi urbani dalla Legge 104/1992.
Le linee guida lombarde nominano il Design for All?
Sì. L’introduzione delle linee guida (DGR XI/5555/2021) raccomanda, «seguendo l’approccio Design for All indicato dalla Comunità Europea», un processo partecipativo fin dall’inizio, che coinvolga decisori e portatori di interesse.
La Regione Lombardia finanzia la redazione dei PEBA?
Dal 2023, attraverso le Province e la Città Metropolitana di Milano: prima per i Comuni fino a 20.000 abitanti (DGR XI/7800), poi fino a 70.000 abitanti, esclusi quelli già finanziati (DGR XII/3343). Le condizioni sono fissate dagli avvisi provinciali.
Fonti
- Regione Lombardia, DGR n. XI/5555 del 23 novembre 2021, Linee guida PEBA (si apre in una nuova scheda)
- Regione Lombardia, DGR XII/3343 dell’11 novembre 2024
- Regione Lombardia, Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) (si apre in una nuova scheda)
- Provincia di Sondrio, avviso pubblico PEBA 2025 (si apre in una nuova scheda)
- Legge 28 febbraio 1986, n. 41 (si apre in una nuova scheda), art. 32, Normattiva
- Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (si apre in una nuova scheda), art. 24, Normattiva
- Design for All Italia, Nuove linee guida lombarde per la redazione dei PEBA (si apre in una nuova scheda)
- Design for All Italia, case history Musei Civici di Bologna (si apre in una nuova scheda)
- LEDHA, articolo sulle linee guida (si apre in una nuova scheda)
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Un piano che parte dalle persone
Affianchiamo amministrazioni e progettisti nel decidere, con chi vive il territorio, quali percorsi contano davvero e in quale ordine renderli accessibili.