ApprofondimentiNorme e valoreGuida
Che cosa ha lasciato il PNRR all’accessibilità?
Design for All e PNRR: che cosa resta all’accessibilità
Il PNRR si chiude nel 2026 dopo aver finanziato due misure per l’accessibilità, i luoghi della cultura e i percorsi di autonomia, la seconda ridotta dalle revisioni del Piano. Ricostruiamo dotazioni e obiettivi aggiornati, gli obblighi che restano e il processo che fa durare un investimento oltre la rendicontazione.
· aggiornato il 7 minuti di lettura

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vale 194,4 miliardi di euro e si chiude nel 2026: gli obiettivi dell’ultima rata andavano raggiunti entro il 31 agosto, la richiesta di pagamento è stata inviata alla Commissione europea il 29 settembre e il pagamento è previsto entro dicembre. Per l’accessibilità il Piano ha finanziato soprattutto due misure, la rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi e i percorsi di autonomia per le persone con disabilità, accanto alla riforma della legge sulla disabilità. Questo articolo, scritto nel marzo 2025 come invito, diventa ora un resoconto di ciò che il Piano ha programmato e di ciò che resta da fare.
L’accessibilità e l’inclusione non rappresentano più soltanto obiettivi etici e sociali, ma sono diventati parametri strategici di sviluppo e innovazione. Il Design for All, approccio progettuale fondato sull’inclusione e sull’usabilità per la più ampia diversità di persone, è uno strumento essenziale per garantire che prodotti, servizi e ambienti siano fruibili dal maggior numero possibile di persone, indipendentemente dalle loro capacità fisiche, sensoriali o cognitive.

Il PNRR in sintesi: risorse e scadenze
In questo contesto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta un’occasione cruciale per la trasformazione dei territori e dei servizi pubblici secondo criteri di accessibilità, sostenibilità e innovazione. Con un budget complessivo di 194,4 miliardi di euro dopo le revisioni, il PNRR prevede interventi mirati in molteplici ambiti, tra cui istruzione, mobilità, rigenerazione urbana, cultura e digitalizzazione, con un focus specifico sull’inclusione sociale.
Il calendario finale è fissato. I 156 traguardi e obiettivi legati alla decima e ultima rata andavano raggiunti entro il 31 agosto 2026; il 29 settembre l’Italia ha presentato la richiesta di pagamento e le erogazioni devono concludersi entro il 31 dicembre 2026 (Ottava Relazione al Parlamento (si apre in una nuova scheda)).
Che cosa ha finanziato per l’accessibilità
Uno degli assi portanti del Piano è la Missione 5 – Inclusione e Coesione, che finanzia iniziative per ridurre le disuguaglianze e garantire pari opportunità. Per l’accessibilità la misura principale è l’Investimento 1.2 della componente M5C2, «Percorsi di autonomia per persone con disabilità»: adattare lo spazio domestico e fornire dispositivi digitali, con formazione, alle persone con disabilità. Nel 2021 valeva 500 milioni di euro per almeno 5.000 persone; con le revisioni del Piano è scesa a 197,3 milioni (monitoraggio Camera/Senato, aprile 2026 (si apre in una nuova scheda)) e a un obiettivo di almeno 3.120 beneficiari entro il secondo trimestre 2026 (allegato alla decisione del Consiglio UE, 25 marzo 2026 (si apre in una nuova scheda)). Un obiettivo dice quante persone il Piano si impegna a raggiungere, non quante abbiano già ottenuto l’intervento.
La Missione 1 finanzia l’accessibilità dei luoghi della cultura: l’Investimento 1.2 della componente M1C3, «Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi», vale 300 milioni di euro, con l’obiettivo di certificare la fine dei lavori in almeno 617 musei, monumenti, aree archeologiche, archivi e biblioteche entro il secondo trimestre 2026.
Al Piano è legata anche la riforma della disabilità. La legge delega 227/2021 ha prodotto il D.lgs. 62/2024, che introduce il progetto di vita individuale e la nuova valutazione di base, in sperimentazione estesa dal 1° marzo 2026 ad altre 40 province, e il D.lgs. 222/2023, che chiede alle pubbliche amministrazioni di fissare obiettivi di accessibilità nel proprio piano e di individuare un dirigente, o una figura equiparata, con esperienza in materia di inclusione e accessibilità.
Uno degli obiettivi del PNRR è la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dei servizi per i cittadini. Tuttavia, l’accessibilità digitale è ancora una sfida aperta. Il riferimento normativo è la Direttiva (UE) 2016/2102, recepita con il D.lgs. 106/2018 che ha modificato la Legge 4/2004 (Legge Stanca), con le Linee guida AgID; dal 28 giugno 2025 l’European Accessibility Act estende obblighi analoghi ai privati.
Il PNRR destina inoltre risorse significative alla trasformazione delle città in ottica inclusiva, con progetti che riguardano la riqualificazione di aree urbane, spazi pubblici e infrastrutture di trasporto.

Che cosa ha lasciato aperto
L’applicazione del Design for All nei progetti finanziati dal PNRR non si limita alla sola eliminazione delle barriere architettoniche, ma si estende a molteplici settori, favorendo un approccio globale all’accessibilità. Il rischio di un finanziamento a scadenza è premiare l’intervento più facile da rendicontare: la rampa, l’ascensore, il servoscala. Restano aperte la qualità dell’esperienza, l’orientamento e la comunicazione per le persone con disabilità sensoriali e cognitive, e la manutenzione nel tempo di ciò che è stato realizzato.
Gli ambienti rinnovati devono rispettare le norme sull’accessibilità (DM 236/1989, DPR 503/1996). La norma UNI EN 17161:2019 aggiunge un riferimento volontario per le organizzazioni che vogliono adottare l’approccio Design for All nei propri processi: non fissa misure, chiede di coinvolgere le persone e di estendere la gamma di chi può usare prodotti e servizi. È questa integrazione a garantire soluzioni che rispondano alle esigenze di tutte le persone, comprese quelle con disabilità motorie, sensoriali o cognitive. Il quadro normativo è descritto nell’articolo su la Legge 13 e l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Dopo il 2026: dove continua il lavoro
Il PNRR finisce, gli obblighi no. La Legge 13/1989, il DPR 503/1996 e i Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche restano in vigore; il D.lgs. 222/2023 chiede alle pubbliche amministrazioni obiettivi di accessibilità e una figura responsabile; dal 28 giugno 2025 l’European Accessibility Act vale anche per i privati. Le risorse si spostano sui programmi regionali e sulle misure ordinarie, come i contributi della Regione Lombardia ai Comuni per redigere i PEBA. Le occasioni di progetto che restano aperte sono raccolte nella pagina sulle opportunità del Design for All.
Il contributo del Design for All
Un finanziamento elimina una barriera; non garantisce che lo spazio rinnovato sia una soluzione che le persone amano usare. La differenza la fa il processo: coinvolgere fin dall’inizio le persone che useranno il luogo, con le loro diverse capacità, e verificare le scelte con prove d’uso prima che diventino definitive. È il processo che Design for All Italia, con il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, ha seguito per i Musei Civici di Bologna (si apre in una nuova scheda): 12 sedi museali, oltre 10 workshop di Co-Design con più di 150 partecipanti, oltre 400 necessità raccolte e ordinate in 6 aree tematiche e operative. Ne sono nati le linee guida di progetto e i piani per l’eliminazione delle barriere elaborati secondo le direttive ministeriali per i luoghi della cultura, in cui la rimozione delle barriere è pensata insieme alla qualità dell’esperienza e al benessere, inteso come comfort psico-fisico, non solo come conformità alla norma. Il Design for All e l’Inclusive Design, due approcci distinti, servono proprio a questo: a far sì che l’investimento pubblico lasci qualcosa che dura oltre la rendicontazione.
Il lavoro dello studio con enti pubblici, aziende e studi professionali si articola in quattro attività:
- Analisi e audit di accessibilità: valutazione delle condizioni esistenti e definizione di strategie di adeguamento per ambienti, prodotti e servizi in ottica Design for All.
- Progettazione inclusiva: sviluppo di soluzioni innovative e accessibili nel settore dell’architettura, del product design e della comunicazione digitale.
- Consulenza per bandi e finanziamenti: supporto nella predisposizione della documentazione tecnica necessaria per partecipare ai bandi di finanziamento regionali e nazionali.
- Formazione e capacity building: attività di aggiornamento professionale e sensibilizzazione sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione per progettisti, amministratori pubblici e aziende.
Le attività sono descritte nelle pagine dei servizi Design for All e della consulenza Design for All e Inclusive Design; i progetti realizzati ne sono la prova. Per un confronto su un intervento in corso o in programma, contattaci.
Fonti
- PNRR, portale ufficiale: Italia Domani (si apre in una nuova scheda)
- Scadenze e importo del Piano: Ottava Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del PNRR (si apre in una nuova scheda)
- Monitoraggio del PNRR, marzo 2026 (si apre in una nuova scheda), Camera dei deputati e Senato
- Allegato alla decisione di esecuzione del Consiglio, ST 7138/26 ADD 1 (si apre in una nuova scheda), 25 marzo 2026
- Misure PNRR del Ministero della Cultura: quadro misure e investimenti (M1C3) (si apre in una nuova scheda)
- Percorsi di autonomia per persone con disabilità (M5C2, Inv. 1.2): Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (si apre in una nuova scheda)
- D.lgs. 222/2023 e accessibilità dei servizi pubblici: Lentepubblica (si apre in una nuova scheda)
- Sperimentazione del D.lgs. 62/2024: Orizzonte Scuola (si apre in una nuova scheda)
- Linee guida sull’accessibilità digitale: AgID, Agenzia per l’Italia Digitale (si apre in una nuova scheda)
- Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (si apre in una nuova scheda)
- UNI, UNI EN 17161:2019 (si apre in una nuova scheda)
- Associazione Design for All Italia (si apre in una nuova scheda)
Nei nostri progetti
Da leggere dopo
- GuidaEuropean Accessibility Act: cosa cambia davvero per le aziende di product designChe cosa chiede davvero l’European Accessibility Act a chi progetta prodotti?
- GuidaROI dell’accessibilità: il dividendo economico del Design for AllQuanto rende investire nell’accessibilità?
- GuidaLegge 13/1989 e abbattimento delle barriere architettoniche: risultati e limitiChe cosa ha ottenuto la legge 13/1989, e dove si è fermata?
Oltre la rendicontazione
Accompagniamo amministrazioni e progettisti perché un intervento finanziato diventi un luogo che le persone scelgono, non soltanto una barriera rimossa.