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Posto esterno BTicino Linea 5000 a parete: sul display una chiamata in corso, il messaggio per i visitatori e il comando di apertura dell’ingresso.

Design for All Italia

Ricerca applicata con le imprese

Ricerca applicata, inclusione, innovazione per il futuro

Una selezione di progetti in collaborazione con l’associazione Design for All Italia, con il coinvolgimento di stakeholder, utenti, università e studi di progettazione.

Condotti secondo un approccio evidence-based, integrando Co-Design, analisi dei bisogni e delle necessità e validazione, con l’obiettivo di definire soluzioni scalabili nei settori del design, del retail, della tecnologia e della comunicazione.

Abbiamo contribuito allo sviluppo di spazi, prodotti e sistemi interattivi orientati a migliorare la fruibilità e l’esperienza d’uso in contesti complessi, con un focus particolare sulla progettazione inclusiva (Design for All) come strumento di innovazione.

Questa pagina è in costante aggiornamento e accoglierà progressivamente nuovi case study significativi, rappresentativi di un processo di lavoro strutturato e trasferibile.

BTicino Linea 5000

Partner: Consorzio Futuro in Ricerca, Design for All Italia.

Ambito: dispositivi e sistemi di ingresso.

Ricerca e analisi per una nuova unità citofonica esterna, progettata per garantire accessibilità fisica, cognitiva e multisensoriale in contesti residenziali e collettivi.

Il lavoro ha integrato user research, osservazione d’uso, test su prototipi, Co-Design iterativo e sviluppo di concept, coinvolgendo persone con differenti profili (persone anziane, bambini, persone con disabilità motorie e sensoriali).

L’analisi UX e UI si caratterizza per ergonomia semplificata, riscontri adattivi e accesso diversificato, diventando un riferimento per l’applicazione dell’approccio Design for All nei sistemi intelligenti di accesso.

Francesco Rodighiero a Rai Radio 3: il Design for All

Il tastierino numerico in metallo del posto esterno BTicino Linea 5000, con il lettore di prossimità; una mano si avvicina ai tasti.

BTicino Linea 5000 with Netatmo

Video di BTicino Linea 5000 with Netatmo: il posto esterno videocitofonico.

Contributo progettuale e impatto generato

Analisi, test e Co-Design a supporto della progettazione di un sistema d’ingresso realmente accessibile.

  • Analisi dei bisogni e raccolta di riscontri diretti. Mappatura delle esigenze attraverso workshop di Co-Design, osservazione e test di usabilità con persone anziane, bambini, persone con disabilità motorie e sensoriali.
  • Osservazione dell’interazione con prototipi funzionali. Studio dei comportamenti d’uso in ambiente reale per individuare barriere, errori e criticità operative.
  • Sviluppo e validazione di interfacce multisensoriali. Definizione di possibili soluzioni accessibili e indicazioni strutturate per l’implementazione di un sistema inclusivo, adatto a una pluralità di persone.
  • Ottimizzazione ergonomica e semplificazione cognitiva. Analisi di un’interfaccia capace di ridurre il carico cognitivo e la possibilità di barriere, pur considerando una tolleranza all’errore.
  • Redazione del report tecnico finale. Sintesi dei risultati, raccomandazioni progettuali come guida per lo sviluppo evolutivo del prodotto.

Le indicazioni sviluppate nel processo di Co-Design hanno contribuito alla definizione del nuovo citofono BTicino Linea 5000, oggi riconosciuto a livello internazionale dall’iF Design Award (si apre in una nuova scheda). Un modello che rappresenta oggi un punto di riferimento per l’integrazione del Design for All nei sistemi intelligenti di ingresso.

Esselunga Lab. Retail inclusivo e multisensoriale

Partner: Studio Total Tool, Design for All Italia.

Ambito: accessibilità nei contesti retail e food.

Esselunga Lab è un ambiente sperimentale collocato all’interno del MIND – Milano Innovation District, progettato per testare nuove soluzioni nel retail attraverso l’integrazione di tecnologie avanzate, sistemi di pagamento automatizzati, arredi sostenibili e spazi accessibili. Il nostro contributo ha riguardato l’analisi qualitativa e quantitativa dell’esperienza d’uso, con il coinvolgimento diretto di persone reali (anche con disabilità) e stakeholder, finalizzata alla redazione di un report tecnico a supporto della progettazione inclusiva dello spazio.

Esselunga Lab nel MIND di Milano: un braccio robotico serve un’insalata in una ciotola, dietro le vetrine della zona ristoro.

Esselunga Lab nel MIND – Milano Innovation District

Video di Esselunga Lab nel MIND – Milano Innovation District: lo spazio, le tecnologie del punto vendita e le persone che lo attraversano.

Comprendere l’innovazione, progettare l’inclusione

Co-Design e analisi d’uso per rendere comprensibili, accessibili e confortevoli le tecnologie emergenti.

  • Mappatura delle criticità d’uso nei nuovi ambienti tecnologici. Studio delle modalità di interazione all’interno dello spazio retail: sistemi di accesso e pagamento digitali, orientamento fisico e informativo, fruizione autonoma delle aree ristorative.
  • Workshop di Co-Design con utenti e stakeholder. Coinvolgimento attivo di persone con differenti profili (età, abilità, familiarità digitale) per raccogliere esigenze, criticità percepite e strategie di facilitazione dell’esperienza.
  • Analisi del comfort cognitivo e sensoriale. Valutazione della chiarezza comunicativa, della leggibilità dei totem, della comprensibilità dei flussi operativi e delle interfacce, al fine di minimizzare lo stress da innovazione.
  • Individuazione di barriere invisibili e opportunità di miglioramento. Emersione di elementi di esclusione potenziale legati all’uso delle tecnologie avanzate (per esempio computer vision, self-checkout, cobot), e proposta di soluzioni inclusive, adattive e scalabili.
  • Redazione del report tecnico con soluzioni meta-progettuali. Sintesi delle evidenze raccolte, con soluzioni meta-progettuali per l’implementazione progressiva di sistemi e arredi accessibili, coerenti con gli obiettivi di innovazione e sostenibilità del format.

European Accessibility Act: obblighi per il product design

Il Co-Design non è facilitazione creativa, ma attività progettuale.

Il Co-Design come attività professionale: processo, dati, esperienza

Condurre workshop di Co-Design significa attivare un processo complesso, basato su procedure strutturate, competenze interdisciplinari e strumenti di analisi avanzati. Non si tratta di facilitazione creativa, ma di un’attività progettuale che richiede rigore, empatia e responsabilità.

Nel corso degli ultimi anni, lo studio ha coordinato decine di percorsi strutturati, integrando stakeholder, utenti finali, persone con disabilità e referenti tecnici in sessioni iterative di analisi e progettazione inclusiva. Ogni ciclo è documentato, analizzato e finalizzato alla produzione di evidenze utilizzabili nel progetto esecutivo.

Utilizziamo piattaforme digitali per la raccolta e il trattamento dei dati, sistemi di clustering e griglie logico-qualitative. Il Co-Design è uno strumento tecnico di progettazione inclusiva fondato su responsabilità, tracciabilità e trasferibilità.

Design partecipato: Francesco Rodighiero a Il Bagno Oggi e Domani

  • +350

    partecipanti coinvolti in presenza e in remoto

  • +800

    esigenze raccolte, messe in relazione e classificate per ambito e categoria

  • +100

    soluzioni meta-progettuali validate, molte già implementate

Il processo Design for All come leva progettuale e strategica

Queste esperienze rappresentano l’esito di un processo rigoroso e collaborativo, in cui analisi, Co-Design e visione sistemica hanno guidato ogni scelta progettuale. Significa tradurre la complessità in soluzioni accessibili, capaci di generare benefici misurabili e trasformare l’innovazione in valore percepito.

ROI dell’accessibilità: il business case del Design for All

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Workshop di Co-Design, prove d’uso e report tecnico: le esigenze delle persone diventano indicazioni per chi progetta.

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