Consulenza Design for All e Inclusive Design: prodotti, spazi e servizi più accessibili, inclusivi e desiderabili.
Rodighiero.Design for All affianca aziende, istituzioni e organizzazioni nello sviluppo di prodotti, spazi, servizi e processi progettuali capaci di integrare accessibilità, inclusione, ergonomia, comfort e qualità formale fin dalle prime fasi del progetto.
I percorsi di consulenza
Product Design e Aziende
Supportiamo imprese, reparti R&D e team di progettazione nello sviluppo di prodotti, sistemi e ambienti capaci di integrare accessibilità, usabilità, comfort e qualità formale senza ricorrere a soluzioni stigmatizzanti.
Ambienti e luoghi della cultura
Affianchiamo musei, fondazioni ed enti nella costruzione di esperienze culturali più accessibili, leggibili e inclusive, attraverso analisi dei bisogni, Co-Design, linee guida, soluzioni meta-progettuali e formazione.
Formazione e Workshop
Progettiamo percorsi formativi, workshop e attività di Co-Design per trasferire competenze operative sul Design for All a professionisti, aziende, enti, istituzioni culturali e organizzazioni complesse.
Il nostro approccio
Progettare per una pluralità di persone non significa apportare limitazioni, ma aumentare la qualità del progetto. Significa ridurre gli adattamenti successivi, ampliare le possibilità d’uso, generare valore e restituire alle persone prodotti, spazi e servizi più comprensibili, confortevoli e desiderabili.
Design for All e Inclusive Design
Design for All e Inclusive Design condividono la stessa direzione: prodotti, spazi, servizi ed esperienze capaci di includere una pluralità di persone, capacità, età, culture, competenze e condizioni d’uso. L’obiettivo non sono soluzioni speciali per categorie, ma generare qualità: più accessibilità, più comfort, più autonomia, più chiarezza d’uso e maggiore valore per chi progetta, produce, gestisce o investe.
Chi userà ciò che progettiamo
Con l’età cambia il modo di vedere, sentire e muoversi. Per un prodotto, un museo o un servizio significa scelte precise: contrasti, acustica, sedute, percorsi.
Vedere
anche con occhiali o lenti a contatto
- 15–64 anni14,5%; con difficoltà gravi 1,2%
- 65 anni e più29,5%; con difficoltà gravi 4,9%
- 75 anni e più36,1%; con difficoltà gravi 7,6%
Sentire
una conversazione in una stanza silenziosa, anche con un apparecchio acustico
- 15–64 anni17,4%; con difficoltà gravi 2,1%
- 65 anni e più45,3%; con difficoltà gravi 10,9%
- 75 anni e più55,5%; con difficoltà gravi 16,0%
Camminare
per mezzo chilometro in piano, senza ausili
- 15–64 anni8,0%; con difficoltà gravi 2,4%
- 65 anni e più42,6%; con difficoltà gravi 20,3%
- 75 anni e più57,5%; con difficoltà gravi 31,1%
Product Design e Aziende
Il Design for All non aggiunge complessità al prodotto: la governa. Aiuta le aziende a trasformare bisogni, vincoli e differenze d’uso in soluzioni più intelligenti, e più competitive.
Affianchiamo aziende, reparti R&D, direzioni marketing e team di sviluppo nella lettura critica di prodotti, sistemi e ambienti d’uso. Il nostro contributo non riguarda solo l’accessibilità come prestazione tecnica, ma la capacità del prodotto di essere compreso, scelto, utilizzato e apprezzato da persone diverse, in contesti reali e spesso non standardizzati.
Attività
- Analisi del prodotto, del contesto d’uso e delle criticità di accessibilità;
- Individuazione di opportunità di innovazione, differenziazione e ampliamento del target d’uso;
- Definizione di criteri progettuali Design for All;
- Workshop di Co-Design con stakeholder, utenti ed esperti;
- Concept e soluzioni meta-progettuali;
- Progettazione, sviluppo di prototipi e modelli di verifica;
- Supporto alla comunicazione del valore inclusivo del prodotto.
Risultati
- Prodotti non stigmatizzanti capaci di integrare accessibilità, ergonomia e qualità formale senza assumere l’aspetto di soluzioni speciali o medicalizzate.
- Concept orientati al mercato che traducono bisogni complessi in prodotti più comprensibili, desiderabili e coerenti con l’identità dell’azienda.
- Verifiche progettuali e prototipi per valutare proporzioni, gesti, ingombri, interazioni e comfort prima dello sviluppo definitivo.
Ambienti e luoghi della cultura
Un luogo accessibile non è un luogo semplificato. È un luogo che rende più profondo l’incontro tra persone, contenuti e spazi. Affianchiamo le istituzioni nel riconoscere le barriere, collegare spazi, comunicazione e accoglienza e definire priorità di intervento. Il risultato della consulenza è un insieme di indicazioni motivate, utile a orientare il progetto e le decisioni dell’istituzione.
Affianchiamo musei, fondazioni, sistemi culturali ed enti pubblici nella costruzione di esperienze di visita più accessibili, leggibili e inclusive. Il nostro lavoro non riduce l’accessibilità alla rimozione delle barriere, ma la interpreta come qualità complessiva dell’esperienza: orientamento, narrazione, allestimento, comfort, comunicazione, autonomia e relazione sensibile tra pubblico, patrimonio e spazio.
Attività
- Analisi dell’esperienza di visita, per individuare criticità, ostacoli, discontinuità e opportunità lungo il percorso fisico, cognitivo, sensoriale e narrativo.
- Mappatura dei bisogni espliciti, impliciti e latenti, attraverso ascolto, osservazione, raccolta dati e coinvolgimento di utenti, stakeholder e personale interno.
- Workshop di Co-Design, per trasformare competenze, aspettative e vincoli operativi in indicazioni progettuali condivise e applicabili.
- Linee guida operative e soluzioni meta-progettuali, utili per orientare interventi progressivi, bandi, progettazioni future e piani di miglioramento.
- Formazione del personale, per rendere l’accessibilità una competenza diffusa.
Risultati
- Esperienze capaci di integrare accessibilità, orientamento e comfort senza impoverire la qualità estetica, narrativa e simbolica del luogo.
- Allestimenti e dispositivi più leggibili, pensati per accompagnare pubblici diversi nella relazione con contenuti, architetture e percorsi.
- Comunicazione accessibile e sensibile, dove testi, immagini, segnaletica, mappe, supporti digitali e materiali di visita diventano strumenti di autonomia e partecipazione.
- Concept espositivi, capaci di coniugare rigore culturale, qualità formale, cura del dettaglio e sostenibilità degli interventi.
Formazione e Workshop
Il Design for All si introduce con una cultura condivisa. Formare persone, team e decisori significa costruire un linguaggio comune, rendere più consapevoli le scelte progettuali e trasformare accessibilità e inclusione in competenze operative, misurabili e trasferibili.
Progettiamo percorsi formativi e workshop operativi per aziende, enti pubblici, musei, fondazioni, ordini professionali, scuole, università e organizzazioni che vogliono integrare il Design for All nei propri processi decisionali, progettuali e gestionali.
La formazione viene intesa come dispositivo di trasformazione: aiuta i gruppi di lavoro a riconoscere bisogni, leggere contesti complessi, individuare barriere, e tradurre queste evidenze in criteri di progetto, priorità operative e azioni coerenti.
Attività
- Percorsi introduttivi, per un lessico comune sul Design for All.
- Workshop di Co-Design, per trasformare bisogni e criticità in indicazioni operative.
- Formazione per team, su accessibilità, ergonomia, comfort ed esperienza d’uso.
- Moduli specialistici, per prodotti, spazi, servizi, musei e organizzazioni.
- Attività su casi reali, con criteri, mappe di criticità e strumenti di sintesi.
UX/UI e comunicazione
Ogni prodotto tecnologico è anche un’esperienza d’uso. Schermi touch, app, pannelli di controllo, dispositivi digitali e sistemi interattivi non sono semplici interfacce: sono luoghi di relazione tra persone, funzioni e decisioni. Se non sono leggibili, comprensibili e accessibili, il sistema perde valore prima ancora di essere usato.
Affrontiamo UX, UI e comunicazione visiva come parte integrante del processo Design for All. Quando un prodotto incorpora un’interfaccia digitale, un display o un sistema touch, la qualità progettuale non riguarda solo forma, funzione e materiali, ma anche gerarchie informative, leggibilità, feedback, comprensione, autonomia d’uso ed errore tollerabile.
Attività
- Analisi dell’esperienza d’uso, per individuare criticità di accesso, comprensione, orientamento e interazione.
- Architettura delle informazioni, per organizzare contenuti, funzioni e percorsi decisionali in modo più chiaro e accessibile.
- Wireframe e prototipi di interfaccia, utili a verificare flussi, gerarchie, micro-interazioni e scenari d’uso.
- Criteri UX/UI Design for All, per integrare leggibilità, feedback, controllo, prevenzione dell’errore e coerenza tra prodotto fisico e digitale.
- Supporto alla comunicazione visiva, per rendere materiali, istruzioni, mappe, layout e contenuti più comprensibili e coerenti.
Risultati
- Interfacce non escludenti, capaci di accompagnare persone diverse senza perdere qualità estetica.
- Gerarchie visive intelligenti, dove testi, icone, colori e feedback orientano l’azione.
- Continuità tra oggetto e interfaccia, perché il prodotto inclusivo vive anche nei suoi comandi digitali.
- Esperienze più affidabili, dove chiarezza e comfort cognitivo diventano valore percepito.
Prototipi, modelli e verifiche progettuali
Quando il progetto lo richiede, utilizziamo modelli fisici e prototipi rapidi per rendere valutabili forma, ingombri, proporzioni, relazioni d’uso e prime ipotesi funzionali. La prototipazione non è un servizio separato, ma uno strumento di verifica che riduce l’incertezza, facilita il confronto con stakeholder e utenti e rende più solido il passaggio dal concept alla soluzione.
- Modelli realistici per valutazioni che forniscono indicazioni preziose
- Rapida disponibilità grazie a processi veloci
- Ottimizzazione dei tempi di sviluppo del progetto
Parliamo del tuo progetto
Ogni progetto parte da un contesto. Raccontaci il tuo prodotto, la tua istituzione culturale o la tua sfida progettuale: valuteremo come la nostra consulenza Design for All e Inclusive Design possa accompagnarti nella fase successiva.
Puoi anche scrivere a forall@rodighiero.design
Domande frequenti
Che differenza c’è tra accessibilità, Design for All e Inclusive Design?
L’accessibilità riguarda la possibilità concreta di utilizzare prodotti, spazi, servizi e informazioni. Il Design for All e l’Inclusive Design lavorano a monte, integrando questa qualità nel processo progettuale, perché le soluzioni siano più comprensibili, confortevoli, desiderabili e utilizzabili da una pluralità di persone.
La consulenza riguarda solo persone con disabilità?
No. La disabilità è un riferimento fondamentale, ma il Design for All considera la diversità umana in senso più ampio: età, capacità motorie, sensoriali e cognitive, condizioni temporanee, contesti d’uso, competenze, culture, aspettative e modi differenti di abitare l’esperienza.
In quali ambiti può intervenire Rodighiero.Design for All?
La consulenza può riguardare prodotti, ambienti, servizi, musei, luoghi della cultura, interfacce digitali, comunicazione accessibile, formazione e processi organizzativi. Ogni intervento viene costruito in base al contesto, agli obiettivi e alla maturità del progetto.
Quando è utile coinvolgere una consulenza Design for All?
Il momento migliore è nelle fasi iniziali del progetto, quando le decisioni sono ancora aperte e possono orientare forma, funzione, esperienza e investimento. È però possibile intervenire anche su prodotti, spazi o servizi esistenti, per individuare criticità, opportunità di miglioramento e nuove traiettorie di sviluppo.
Che cosa produce concretamente una consulenza?
A seconda del progetto, la consulenza può generare analisi dello stato attuale, mappe di criticità, criteri progettuali, linee guida operative, concept, soluzioni meta-progettuali, prototipi, workshop, report di sintesi e strumenti utili a orientare decisioni, progettazione e implementazione.
Il Design for All aumenta i costi di progetto?
Non necessariamente. Se integrato fin dall’inizio, può ridurre correzioni successive, adattamenti tardivi, errori di interpretazione e soluzioni speciali aggiunte a posteriori. Il valore non è solo etico o culturale: riguarda anche qualità d’uso, ampliamento del pubblico, coerenza progettuale e migliore gestione dell’investimento.
L’European Accessibility Act riguarda i nostri prodotti?
Dipende dalla categoria e dal servizio. Dal 28 giugno 2025 la Direttiva (UE) 2019/882, recepita in Italia con il D.Lgs. 82/2022, applica requisiti di accessibilità a determinati prodotti e servizi, tra cui computer, smartphone, alcuni terminali self-service, lettori di e-book, commercio elettronico, servizi bancari per i consumatori e specifici elementi dei servizi di trasporto passeggeri. Occorre verificare per ciascun caso ambito, esenzioni e disposizioni transitorie. La consulenza integra questi requisiti nelle decisioni di progetto; per la loro interpretazione legale resta necessario il parere di un legale.
European Accessibility Act: cosa cambia davvero per le aziende di product design
Come si svolge un percorso di consulenza?
Ogni percorso viene definito su misura. In genere parte dall’analisi del contesto e degli obiettivi, prosegue con l’ascolto di utenti e stakeholder, integra momenti di ricerca e Co-Design, e arriva alla definizione di criteri, scenari, linee guida o soluzioni progettuali verificabili.
Lavorate anche con aziende e reparti sviluppo prodotto?
Sì. Affianchiamo aziende, reparti R&D, direzioni marketing e team di sviluppo nella lettura critica di prodotti, sistemi e ambienti d’uso, con particolare attenzione ad accessibilità, ergonomia, comfort, qualità formale, desiderabilità e coerenza con l’identità del prodotto.
Lavorate anche con musei e istituzioni culturali?
Sì. Il lavoro può riguardare esperienza di visita, orientamento, comunicazione, allestimento, comfort ambientale, accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva, formazione del personale, linee guida operative e supporto a piani di miglioramento o PEBA.
È possibile attivare solo un workshop o una formazione?
Sì. Workshop e percorsi formativi possono essere attivati come interventi autonomi oppure come primo passo verso un percorso più ampio. Sono utili per costruire un linguaggio comune, far emergere criticità e trasferire strumenti operativi a team tecnici, gestionali e decisionali.
Vi occupate anche di UX/UI e interfacce digitali?
Sì, quando l’interfaccia è parte dell’esperienza d’uso di un prodotto, servizio o sistema. Schermi touch, app, display, comandi digitali e materiali informativi devono essere leggibili, comprensibili, accessibili e coerenti con il prodotto fisico e con il contesto d’uso.
La consulenza sostituisce il lavoro di architetti, designer o tecnici interni?
No. La consulenza Design for All affianca e rafforza il lavoro dei team esistenti. Il suo ruolo è introdurre criteri, approccio, letture critiche e strumenti che aiutano progettisti, aziende e organizzazioni a prendere decisioni più consapevoli, inclusive e verificabili.
È possibile partire da un primo confronto senza definire subito un incarico?
Sì. Il primo passaggio può essere un confronto preliminare per comprendere obiettivi, criticità, contesto, tempi e possibili modalità di intervento. Da lì è possibile valutare se attivare una consulenza, un workshop, una formazione o una fase di analisi più strutturata.
Rodighiero.Design for All lavora anche con clienti esteri?
Sì. Il Design for All e l’Inclusive Design sono temi sempre più rilevanti nel contesto internazionale, in particolare per aziende, musei, istituzioni culturali e organizzazioni che vogliono integrare accessibilità, inclusione e qualità dell’esperienza nei propri processi progettuali.


