Salta al contenuto

Il nostro processo Design for All: innovazione inclusiva che genera valore e opportunità di business.

Un approccio progettuale che trasforma esigenze estese e complesse in soluzioni accessibili e vantaggiose per aziende, organizzazioni e persone.

I nostri servizi

Mettiamo al centro le persone e la sostenibilità, proponendo soluzioni accessibili e confortevoli per tutti.

Il processo Design for All è il cuore del nostro approccio progettuale. Concepito per affrontare le sfide della diversità umana, punta a garantire inclusione, accessibilità e uguaglianza attraverso soluzioni progettuali innovative. È il fondamento su cui sviluppiamo progetti che rispondono alle esigenze di tutti, valorizzando al contempo le opportunità di business per i nostri clienti.

Per raccontare il nostro processo distinguiamo quattro attività: ascoltare, comprendere, progettare e verificare. Il Co-Design e il confronto con le persone attraversano il lavoro: le verifiche possono far emergere nuove esigenze e riportarci sulle scelte, in ogni momento del progetto.

Nel processo Design for All, esperti, utenti e stakeholder partecipano attivamente a ogni fase, con un confronto iterativo che affina idee e soluzioni, valorizzando competenze ed esperienze per risultati condivisi.

Schizzo a matita del lavabo Prime visto di fronte: una vasca dagli angoli arrotondati con un pulsante quadrato al centro, ombreggiata sotto il bordo.

Il processo in uno sguardo

Quattro fasi e un ritorno continuo alle persone. Scegli una fase per andare a leggerla, oppure scorri la pagina: le fasi arrivano in quest’ordine.

Schema del processo: ascoltare, comprendere, progettare e verificare. Dalla verifica si torna all’ascolto: è il Co-Design, il confronto continuo con le persone. Alla fine i punti, cioè le persone, compongono l’anello del progetto.

  1. Ascoltare

    Esploriamo esperienze, abitudini e desideri, osservando come le persone usano prodotti, spazi e servizi nella vita quotidiana.

  2. Comprendere

    Mettiamo in relazione ciò che emerge e lo traduciamo in indicazioni capaci di orientare il progetto.

  3. Progettare

    Diamo forma alle idee attraverso soluzioni, modelli e prototipi da discutere, provare e migliorare.

  4. Verificare

    Confrontiamo le soluzioni con le persone e con le esigenze raccolte, affinando le scelte di progetto.

Le fasi del processo

Prima del processo: Tuning Design for All

Pensata per introdurre le basi del Design for All alle organizzazioni, agli enti e alle aziende. Questa fase, pur essendo opzionale, è fondamentale per creare una consapevolezza condivisa sull’approccio, sul processo e sui risultati attesi in ogni fase. L’obiettivo è costruire una conoscenza di base sui temi dell’inclusività, fornendo strumenti per interpretare correttamente i risultati generati lungo il percorso progettuale.

Caratteristiche principali

  • È una fase preparatoria e formativa.
  • Fornisce fondamenti teorici e pratici per orientare i partecipanti al Design for All.
  • Si basa su lezioni frontali e casi studio concreti, dove è possibile anche organizzare workshop.

Strumenti operativi

  1. Lezioni frontali sull’approccio e i benefici del Design for All.
  2. Presentazione di buone pratiche e casi di successo applicati in contesti simili.
  3. Materiale formativo digitale e cartaceo per supportare l’apprendimento.
  4. Esempi reali per illustrare l’impatto concreto dell’approccio.

Fase 1 di 4Ascoltare

Raccolta delle necessità

Raccogliamo e analizziamo le esigenze di utenti, stakeholder e contesto. Attraverso attività di Co-Design su misura, identifichiamo criticità e opportunità, creando una base solida per lo sviluppo del progetto. Il coinvolgimento diretto degli utenti è centrale per garantire che le soluzioni siano ancorate a bisogni reali e condivisi.

Strumenti operativi

  1. Workshop di Co-DesignProgettati su misura per il contesto e il progetto specifico.
  2. Osservazioni sul campoPer identificare criticità direttamente nei luoghi d’uso.
  3. Analisi SWOTPer valutare punti di forza, debolezze, opportunità e rischi.
  4. Interviste e focus groupAttivati nei momenti utili a comprendere i bisogni, discutere le ipotesi e verificare i risultati con le persone.

Output

  • Elenco dettagliato delle necessità raccolte dai workshop e dalle osservazioni, divise per ambito e categorie.
  • Mappatura visiva di opportunità e criticità.

Outcome

  • Comprensione approfondita delle esigenze del target e degli stakeholder.
  • Identificazione delle priorità progettuali, guidate da una visione condivisa.

Fase successiva: ComprendereComprendere

Fase 2 di 4Comprendere

Comprensione e requisiti di progetto

Questa fase è dedicata alla ricerca e all’approfondimento degli argomenti emersi durante l’ascolto. L’obiettivo è ottenere una comprensione completa delle esigenze espresse, analizzando i dati raccolti e consolidando le informazioni. È il passaggio che getta solide basi per la definizione dei requisiti di sistema o di progetto.

Vengono quindi definiti i requisiti di sistema e di progetto, stabilendo le caratteristiche e i limiti che il progetto deve rispettare. I requisiti si basano sulle esigenze emerse e considerano attentamente le invarianti, ovvero i vincoli imposti dal committente. Questa fase è cruciale per garantire che ogni soluzione progettuale sia concreta, realizzabile e allineata agli obiettivi.

Strumenti per la comprensione

  1. Analisi e sintesi dei dati raccolti, divisi per ambito.
  2. Mappe delle esigenze e delle relazioni tra persone, contesti e vincoli.
  3. Ricerca su norme, riferimenti e casi analoghi.

Strumenti per i requisiti

  1. Redazione del documento dei requisitiUna guida tecnica e strategica che include caratteristiche, vincoli e obiettivi progettuali.
  2. Sessioni di validazione con gli stakeholderEventuale confronto con gli stakeholder per confermare che i requisiti rispondano a tutte le esigenze e rispettino i vincoli definiti.
  3. Matrice requisiti/obiettiviPer verificare la coerenza tra i requisiti e i risultati attesi.

Outcome

  • Chiarezza progettuale: una direzione precisa per lo sviluppo del progetto.
  • Allineamento strategico: tra le esigenze del committente e le soluzioni progettuali.
  • Base solida per la fase successiva: i requisiti fungono da guida per il Co-Design e la prototipazione.

Fase successiva: ProgettareProgettare

Fase 3 di 4Progettare

Concept e soluzione finale

Il cuore del processo progettuale, dove le idee prendono vita dopo il lungo percorso di analisi e definizione dei requisiti. Questa fase rappresenta un momento cruciale per tradurre i risultati delle fasi precedenti in soluzioni tangibili e innovative, in grado di rispondere alle esigenze emerse.

Durante questa fase, i concept progettuali vengono elaborati con grande attenzione, tenendo conto dei requisiti stabiliti, delle invarianti di progetto e dei vincoli tecnici e normativi. Non si tratta solo di generare idee, ma di trasformarle in proposte concrete che siano funzionali, realizzabili e allineate agli obiettivi strategici perché rispondano alle esigenze della diversità umana.

Per garantire il massimo valore, i concept vengono sottoposti a un processo iterativo di validazione con gli utenti finali, gli stakeholder e il committente. Questo confronto costante permette di affinare le soluzioni, assicurandosi che rispondano alle aspettative di tutti i soggetti coinvolti e che rispettino i vincoli del progetto.

Il progetto prende poi forma definitiva. Qui il concept validato si trasforma in una soluzione dettagliata e realizzabile, grazie a uno sviluppo approfondito che considera ogni aspetto tecnico, funzionale e pratico.

Il team lavora per affinare il progetto fino al massimo livello di dettaglio tecnico, garantendo che tutte le specifiche siano rispettate. Parallelamente, vengono effettuati test approfonditi di usabilità e funzionalità, coinvolgendo gli utenti e gli stakeholder per confermare che la soluzione sia efficace, inclusiva e soddisfi pienamente i requisiti progettuali.

Questa fase non è solo operativa, ma anche strategica: il risultato finale deve essere allineato agli obiettivi del committente e integrarsi perfettamente nel contesto d’uso. Ogni elemento del progetto viene verificato e ottimizzato per garantire un prodotto o un sistema pronto per l’implementazione e in grado di generare valore reale.

Strumenti operativi

  1. Sviluppo dei conceptTraduzione dei requisiti in soluzioni progettuali attraverso sketch, modelli e simulazioni.
  2. Prototipi di bassa fedeltàCreazione di modelli preliminari per rappresentare le idee e testarne la validità.
  3. Sviluppo tecnico dettagliatoElaborazione delle specifiche tecniche e di produzione.

Fase successiva: VerificareVerificare

Fase 4 di 4Verificare

Prove, validazione e affinamento

Confrontiamo le soluzioni con le persone e con le esigenze raccolte, affinando le scelte di progetto. La verifica non arriva solo alla fine: accompagna i concept, i prototipi e la soluzione finale, e riporta il progetto indietro ogni volta che serve.

Strumenti operativi

  1. Sessioni di validazioneCoinvolgimento di utenti, stakeholder e committenza per raccogliere feedback e verificare che i concept siano allineati alle aspettative.
  2. Matrice concept-requisitiStrumento per assicurare che ogni proposta soddisfi i requisiti stabiliti.
  3. Prototipazione avanzataCreazione di modelli realistici per testare le soluzioni in contesti d’uso reali.
  4. Test di usabilità e funzionalitàValutazione con utenti reali per verificare la semplicità d’uso, l’efficacia e l’accessibilità.
  5. Revisione iterativaOttimizzazione del progetto basata sui risultati dei test e sui feedback degli stakeholder.

Outcome

  • Soluzioni provate con chi le userà.
  • Scelte motivate e documentate per il committente.

Un ecosistema di competenze per rispondere alle sfide più complesse

In ogni progetto, e ancor più nelle sfide più complesse, la nostra forza è la capacità di ampliare la prospettiva grazie al contributo di un gruppo esteso di competenze. Collaboriamo con Design for All Italia (si apre in una nuova scheda), di cui Francesco Rodighiero è presidente, e con l’EIDD – Design for All (si apre in una nuova scheda), le cui reti internazionali offrono una visione unica sul tema dell’inclusione. Il dialogo si arricchisce con il coinvolgimento delle università e dei loro gruppi di ricerca, esperti nell’analisi e nella risoluzione di questioni innovative.

Questa sinergia di competenze multidisciplinari non si limita a rispondere a esigenze immediate: esplora territori progettuali ancora poco indagati e pone domande che spesso non ci si era mai posti prima. Ne nascono risposte inedite, che alzano il livello di qualità e di inclusione del progetto.

Torna all’inizio della pagina