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Che cosa racconta un lavabo sul set di una serie televisiva?
Il lavabo Prime sul set di “Lea – Un nuovo giorno”
Nel reparto di pediatria di una serie di Rai 1 compare Prime, un lavabo accessibile che non ha l’aspetto di un ausilio. La nostra lettura di ciò che il set rende visibile, che cos’è il prodotto e perché la posa conta quanto il disegno.
· aggiornato il 3 minuti di lettura

Per la serie televisiva “Lea – Un nuovo giorno (si apre in una nuova scheda)”, quattro prime serate su Rai 1 (si apre in una nuova scheda) dall’8 febbraio al 1° marzo 2022, ambientata in un reparto di pediatria, il set è stato allestito con il lavabo Prime di Goman, disegnato da Francesco Rodighiero. È un lavabo accessibile, con poggiagomiti integrato e spazio libero sottostante per l’avvicinamento frontale con la carrozzina. È stato selezionato per l’ADI Design Index 2019 e ha ottenuto il Marchio di Qualità dell’Associazione Design for All Italia (si apre in una nuova scheda) nel 2018. In un reparto ospedaliero di finzione compare dunque un lavabo che risponde a esigenze specifiche senza assumere il linguaggio clinico dell’ausilio: è questo, per noi, il dato che conta.

Perché un lavabo non ospedaliero sul set di una serie medica
Non abbiamo un riscontro della produzione sui motivi della scelta, e non lo attribuiamo. Sappiamo invece che cosa rende visibile. Molti lavabi per strutture sanitarie dichiarano la loro funzione con forme e materiali da presidio medico, e così segnalano chi li usa come paziente prima ancora che come persona.
Sul set compare un bagno con elementi del design italiano innovativi ed espressivi, in cui l’accessibilità c’è ma non si annuncia. È la tesi su cui lavoriamo: l’accessibilità, quando è progettata dall’inizio, diventa una qualità d’uso e non un segno di differenza.

Che cos’è Prime
Prime è un lavabo d’appoggio in Politek bianco, prodotto da Goman e firmato da Francesco Rodighiero. Alla base c’è una ricerca sull’uso reale del lavabo: il poggiagomiti integrato offre un appoggio a chi ne ha bisogno, lo spazio libero sottostante consente di avvicinarsi frontalmente con la carrozzina, e il linguaggio resta quello di un lavabo domestico.
Risponde a esigenze specifiche, ma funziona in qualunque bagno: lo mostra anche il progetto “Anche per me”, un bagno accessibile e inclusivo di 5,5 metri quadrati.
Come si installa un lavabo accessibile
La costruzione del set ha previsto la posa di tre lavabi da appoggio con i miscelatori scelti e suggeriti dall’azienda produttrice del lavabo. Goman (si apre in una nuova scheda) infatti ha provveduto alla fornitura degli elementi richiesti dalla produzione, che ringraziamo per la cortesia. La posa, però, non è del tutto corretta: un dettaglio che sullo schermo non si vede, ma che in un bagno reale conta quanto il prodotto.
Il DM 236/1989 (si apre in una nuova scheda), al punto 8.1.6, chiede che il piano superiore del lavabo stia a 80 cm dal pavimento, senza colonna e con il sifone preferibilmente accostato o incassato a parete, così che le ginocchia e la carrozzina trovino spazio sotto. Prime è pensato per rispettare queste condizioni senza dichiararle: funziona per chi si avvicina in carrozzina, per chi ha bisogno di appoggiare i gomiti, e per chiunque altro.
Il ragionamento sul bagno come sistema, di cui un lavabo è soltanto una parte, è sviluppato nell’articolo Il bagno inclusivo come sistema. Per sviluppare prodotti e spazi con il Design for All e l’Inclusive Design, la pagina sulla consulenza descrive come lavoriamo.
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