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Come cambia il progetto quando le persone partecipano?

Design partecipato per il cambiamento: Francesco Rodighiero su Il Bagno Oggi e Domani

Una società di cinque generazioni, che invecchia rapidamente, non si può più progettare per una sola categoria di persone. L’intervista a Francesco Rodighiero su Il Bagno Oggi e Domani, il dato demografico aggiornato e il ruolo del design partecipato nella ricerca e sviluppo delle aziende.

· aggiornato il 3 minuti di lettura

Copertina del numero 351 di Il Bagno Oggi e Domani: la testata in nero e azzurro sopra un miscelatore cromato fotografato da vicino.

Progettare per una sola categoria di persone, o per sé stessi, non è più possibile: è la tesi che Francesco Rodighiero sostiene nell’intervista pubblicata da Il Bagno Oggi e Domani nel numero di novembre-dicembre 2025. Una società in cui convivono cinque generazioni, con ritmi e abitudini diversi, e in cui la popolazione invecchia rapidamente, chiede luoghi e oggetti pensati per tutti. Il design partecipato, che coinvolge le persone fin dall’inizio del processo, è lo strumento per riuscirci senza soluzioni autoreferenziali.

L’intervista, firmata da Francesca Guerini Rocco, è uscita nel numero 351 della rivista Il Bagno Oggi e Domani (versione digitale) (si apre in una nuova scheda), che presenta Francesco Rodighiero come «designer di Design For All e voce autorevole nel design inclusivo attento al benessere delle persone». La conversazione mette al centro i cambiamenti demografici, culturali e comportamentali che influenzeranno in modo decisivo il mondo del progetto nei prossimi anni.

Una società più articolata e più anziana

Rodighiero evidenzia come «la società del futuro sarà sempre più articolata, più veloce e culturalmente più complessa», una condizione resa evidente dalla convivenza contemporanea di cinque generazioni con ritmi e abitudini profondamente differenti. L’invecchiamento della popolazione rappresenta, secondo il designer, uno dei fattori più rilevanti: «Nel 2050 un terzo degli abitanti avrà più di 64 anni», una fascia che avrà un peso determinante non solo nei consumi, ma anche nelle scelte collettive.

Nota del 29 ottobre 2026. Il dato citato nell’intervista coincide con le previsioni per l’Italia: secondo il comunicato Istat del 31 agosto 2026 (si apre in una nuova scheda), le persone con 65 anni e più erano il 24,7% della popolazione al 1° gennaio 2025 e saranno il 34,5% nel 2050. I dati europei sono raccolti nella pagina Invecchiamento e disabilità in Europa: i dati.

Pagina di Il Bagno Oggi e Domani n. 351 con l’intervista “Design partecipato per il cambiamento”: titolo, domande e risposte su due colonne e ritratto in bianco e nero di Francesco Rodighiero. (si apre in una nuova scheda)
L’intervista nel numero 351 della rivista, novembre-dicembre 2025.

Progettare per tutti, con le persone

Da qui deriva la necessità, oggi non più rinviabile, di ripensare il design come processo aperto e inclusivo. Rodighiero afferma con chiarezza: «Non si può più pensare di progettare per una sola categoria o per noi stessi: bisogna iniziare a immaginare luoghi e oggetti per tutti». Un approccio che chiama in causa l’intero ciclo di vita delle persone, comprese le fragilità temporanee e quelle situazioni in cui il cambiamento nelle abitudini rende necessari nuovi sistemi, nuovi prodotti o semplicemente nuovi modi di vivere gli spazi.

Ricerca e sviluppo nelle aziende

L’intervista mette in luce anche il ruolo centrale che i processi di ricerca e sviluppo dovranno assumere all’interno delle aziende. Sostenibilità, adattabilità e attenzione ai bisogni trasversali diventano, nella visione di Rodighiero, assi portanti del progetto contemporaneo. Il design partecipato, inteso come pratica di ascolto strutturato e interpretazione responsabile dei bisogni, si configura come uno strumento indispensabile per evitare soluzioni autoreferenziali e generare valore sociale.

Il contributo di Rodighiero si inserisce in un dialogo più ampio sul futuro dell’arredobagno e sugli scenari di innovazione che attendono il settore. La sua prospettiva ricorda come il design non possa limitarsi a rispondere all’oggi, ma debba anticipare il domani con una visione capace di includere differenze, diversità ed evoluzioni quotidiane.

Leggi la rivista completaLa rivista (si apre in una nuova scheda)

Per lo studio questa è anche una scelta di processo. Nel Design for All come nell’Inclusive Design, due approcci distinti, il coinvolgimento delle persone attraverso il Co-Design non è una verifica finale: sta all’inizio e torna lungo tutto il processo, che non procede per fasi lineari ma per confronti successivi.

Nel numero di settembre-ottobre 2026 la stessa rivista ha pubblicato “Anche per me”, un bagno accessibile e inclusivo nato da un processo di ascolto e partecipazione. Per applicare questo approccio a prodotti, spazi e servizi, la pagina sulla consulenza Design for All e Inclusive Design descrive come lavoriamo.

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