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Come si progetta un bagno per tutti in 5,5 metri quadrati?
“Anche per me”: un bagno accessibile e inclusivo in 5,5 metri quadrati
Un doppio lavabo, una doccia aperta con due sedute, tre soli maniglioni: un bagno domestico che non ricorda un bagno per la disabilità. Il lavabo Prime, il sanitario a terra e il DM 236/1989, contrasto e luce, la pubblicazione su Il Bagno Oggi e Domani e INOUT 2026.
· aggiornato il 5 minuti di lettura

“Anche per me” è un bagno accessibile e inclusivo di circa 5,5 metri quadrati, progettato da Francesco Rodighiero: un ambiente domestico che non ricorda un bagno per la disabilità e che accompagna le diverse fasi della vita senza trasformazioni radicali. Il numero 356 de Il Bagno Oggi e Domani (settembre-ottobre 2026) gli dedica otto pagine nella sezione Bagno Architettura.
Un bagno accessibile in 5,5 metri quadrati
“Anche per me” nasce da un processo di Design for All fondato sull’ascolto e sulla partecipazione. L’obiettivo è un bagno accessibile che non ricordi un bagno per la disabilità. È invece un bagno inclusivo e domestico, vicino alla realtà delle persone. In circa 5,5 metri quadrati convivono infatti un doppio lavabo, una doccia aperta con due sedute e soltanto tre maniglioni. Gli ausili possono aumentare nel tempo, secondo le esigenze di chi abita lo spazio. In questo modo lo stesso ambiente accompagna le diverse fasi della vita, senza trasformazioni radicali.
Il lavabo Prime
Il primo elemento è il lavabo d’appoggio Prime di Goman (si apre in una nuova scheda), in Politek bianco, che porta la firma di Francesco Rodighiero. Alla base c’è una ricerca sull’uso reale del lavabo. Un poggiagomiti integrato e uno spazio libero sottostante consentono infatti l’avvicinamento frontale con la carrozzina. Risponde a esigenze specifiche senza chiedere un bagno dedicato: trova posto in qualunque bagno di casa. È cioè una soluzione inclusiva che non si presenta come soluzione speciale.
Il sanitario a terra e il DM 236/1989
Il secondo elemento è un sanitario a terra che Francesco Rodighiero ha disegnato per questo progetto, in mancanza di alternative adeguate e all’altezza del progetto. Oggi è un concept, non ancora in produzione. La scelta parte da un problema concreto. Per il trasferimento dalla carrozzina, il DM 236/1989 (si apre in una nuova scheda) chiede che il bordo anteriore della tazza stia a 75-80 cm dalla parete posteriore. Con un sanitario sospeso questa misura richiede spesso modelli dedicati o contropareti che avanzano nello spazio. Il sanitario a terra di “Anche per me”, invece, misura 75 cm in profondità: posato a filo della parete posteriore, raggiunge la distanza con il proprio volume.
La stessa norma, al punto 8.1.6, indica come preferibili i sanitari di tipo sospeso. Scegliere il sanitario a terra è quindi una decisione di progetto, non una svista: in un bagno di 5,5 metri quadrati i centimetri che una controparete sottrarrebbe contano più della consuetudine. La distanza prescritta si ottiene con il volume del sanitario e con la sua posa, senza aggiungere nulla.
In una ristrutturazione permette inoltre di mantenere lo scarico a pavimento esistente, con meno lavori e costi più contenuti. Ne deriva anche una proposta alle aziende del settore. Il sanitario a terra può tornare a essere un’alternativa al sospeso, con un’immagine domestica e contemporanea.
Contrasto e luce
Il contrasto tra il nero del gres effetto pietra e il bianco degli arredi ha anzitutto una funzione. Aiuta infatti a riconoscere gli elementi e i confini dello spazio, soprattutto a chi ha difficoltà visive. Anche la luce segue la stessa logica: linee luminose a battiscopa, specchi retroilluminati e luce naturale rendono l’ambiente leggibile.
La pubblicazione
La redazione ha portato il fascicolo di settembre-ottobre anche a Cersaie 2026, a Bologna, dal 21 al 25 settembre. Per il nostro studio è un passaggio importante, perché la testata si rivolge ogni giorno a progettisti e aziende del settore.
Aldo De Vivo firma l’intervista che accompagna il progetto. Francesco Rodighiero vi sintetizza così la premessa del lavoro: «L’autonomia non è una cosa che si concede, va progettata».


Il Co-Design nell’editoriale del numero
L’editoriale di Cristina Mandrini apre il numero con il titolo «Il Co-Design è un messaggio sociale». Il testo cita il lavoro di Francesco Rodighiero come esempio di ricerca sperimentale e condivisa. Si tratta cioè di un design capace di ascoltare le persone e di tradurne i bisogni in progetto. Il riferimento è anche il frutto del confronto con la redazione, che ha seguito con interesse altri nostri progetti e presentazioni sul Co-Design.
Per noi è il segnale più significativo dell’intero numero. Il Co-Design, infatti, esce dal perimetro specialistico ed entra nel dibattito culturale di una rivista di settore. Questo interesse conferma una convinzione che guida il nostro lavoro. L’inclusione non è un capitolo a parte: è una qualità del progetto.
INOUT 2026: la presentazione a Genova
Il progetto avrà presto un seguito anche dal vivo. Giovedì 5 novembre Francesco Rodighiero interverrà a INOUT 2026, a Genova, nella sede di Palazzo della Meridiana. Il Bagno Oggi e Domani organizza il convegno, dedicato quest’anno ai futuri paradigmi per progettare il benessere. Alle 14:30 presenterà l’intervento «Dal design for all al design for us», sul cambio di prospettiva nella cultura del progetto.
In quell’occasione mostrerà anche “Anche per me”, in modo complementare all’intervento. Il bagno inclusivo diventerà così parte dell’argomentazione, non un caso studio isolato. La partecipazione vale 5 crediti formativi professionali per gli architetti, riconosciuti dall’Ordine degli Architetti P.P.C. di Genova, e 4 per i geometri, con l’accreditamento del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di Genova.

Il numero 356 si può sfogliare online nella versione digitale della rivista (si apre in una nuova scheda). Il programma completo di INOUT 2026 si trova invece sul sito ilbagnonews.it (si apre in una nuova scheda).
Progettare con l’approccio Design for All
Affianchiamo aziende, progettisti e committenti nello sviluppo di ambienti, prodotti e servizi. Lavoriamo anche su progetti di bagno accessibile, in abitazioni e strutture ricettive. Seguiamo il processo dall’analisi dei bisogni fino alla verifica delle soluzioni. La pagina dei servizi di consulenza Design for All descrive le modalità di collaborazione e i riferimenti per contattarci.
La cornice di questo progetto è discussa nell’articolo Il bagno inclusivo come sistema; altri casi sono raccolti nelle storie di progetto.
Nei nostri progetti
Da leggere dopo
- SaggioIl bagno inclusivo come sistema: l’approccio Design for AllPerché il bagno inclusivo va pensato come un sistema?
- IntervistaDesign partecipato per il cambiamento: Francesco Rodighiero su Il Bagno Oggi e DomaniCome cambia il progetto quando le persone partecipano?
- SaggioArchitettura accessibile: innovazione e inclusione negli spazi pubblici e privatiCome si progetta un’architettura accessibile, oltre la norma?
Un bagno per tutta la vita
Abitazioni e strutture ricettive: progettiamo bagni che accompagnano le persone nel tempo, dall’ascolto dei bisogni alla verifica delle soluzioni.

