Category: Co-Design

Bagno accessibile e inclusivo: “Anche per me” su Il Bagno Oggi e Domani

Bagno accessibile e inclusivo: “Anche per me” su Il Bagno Oggi e Domani

Il numero 356 de Il Bagno Oggi e Domani dedica otto pagine a un bagno accessibile e inclusivo. Si chiama “Anche per me” ed è il progetto di Francesco Rodighiero, pubblicato nella sezione Bagno Architettura. La redazione porta il fascicolo di settembre-ottobre anche a Cersaie 2026, a Bologna, dal 21 al 25 settembre. Per il nostro studio è un passaggio importante, perché la testata si rivolge ogni giorno a progettisti e aziende del settore.

Un bagno accessibile in 5,5 metri quadrati

“Anche per me” nasce da un processo di Design for All fondato sull’ascolto e sulla partecipazione. L’obiettivo è un bagno accessibile che non ricordi un bagno per la disabilità. È invece un bagno inclusivo e domestico, vicino alla realtà delle persone. In circa 5,5 metri quadrati convivono infatti un doppio lavabo, una doccia aperta con due sedute e soltanto tre maniglioni. Gli ausili possono aumentare nel tempo, secondo le esigenze di chi abita lo spazio. In questo modo lo stesso ambiente accompagna le diverse fasi della vita, senza trasformazioni radicali.

Il contrasto tra il nero del gres effetto pietra e il bianco degli arredi ha anzitutto una funzione. Aiuta infatti a riconoscere gli elementi e i confini dello spazio, soprattutto a chi ha difficoltà visive. Anche la luce segue la stessa logica: linee luminose a battiscopa, specchi retroilluminati e luce naturale rendono l’ambiente leggibile.

Aldo De Vito firma l’intervista che accompagna il progetto. Francesco Rodighiero vi sintetizza così la premessa del lavoro: «L’autonomia non è una cosa che si concede, va progettata».

Bagno accessibile e inclusivo: “Anche per me” su Il Bagno Oggi e Domani | Rodighiero.Design for All

Due prodotti per un bagno accessibile

Il primo elemento è il lavabo d’appoggio Prime di Goman, in Politek bianco, che porta la firma di Francesco Rodighiero. Alla base c’è una ricerca sull’uso reale del lavabo. Un poggiagomiti integrato e uno spazio libero sottostante consentono infatti l’avvicinamento frontale con la carrozzina. Risponde a esigenze specifiche, ma funziona in qualunque bagno. È cioè una soluzione inclusiva che non si presenta come soluzione speciale.

Il secondo elemento è un sanitario a terra che Francesco Rodighiero ha disegnato per questo progetto, in mancanza di alternative adeguate e all’altezza del progetto. Oggi è un concept, non ancora in produzione. La scelta parte da un problema concreto. Per il trasferimento dalla carrozzina, il DM 236/1989 chiede che il bordo anteriore della tazza stia a 75-80 cm dalla parete posteriore. Con un sanitario sospeso questa misura richiede spesso modelli dedicati o contropareti che avanzano nello spazio. Il sanitario a terra di “Anche per me”, invece, misura 75 cm in profondità e raggiunge la distanza con il proprio volume.

In una ristrutturazione permette inoltre di mantenere lo scarico a pavimento esistente, con meno lavori e costi più contenuti. Ne deriva anche una proposta alle aziende del settore. Il sanitario a terra può tornare a essere un’alternativa al sospeso, con un’immagine domestica e contemporanea.

Il co-design nell’editoriale del numero

L’editoriale di Cristina Mandrini apre il numero con il titolo «Il co-design è un messaggio sociale». Il testo cita il lavoro di Francesco Rodighiero come esempio di ricerca sperimentale e condivisa. Si tratta cioè di un design capace di ascoltare le persone e di tradurne i bisogni in progetto. Il riferimento è anche il frutto del confronto con la redazione, che ha seguito con interesse altri nostri progetti e presentazioni sul co-design.

Per noi è il segnale più significativo dell’intero numero. Il co-design, infatti, esce dal perimetro specialistico ed entra nel dibattito culturale di una rivista di settore. Questo interesse conferma una convinzione che guida il nostro lavoro. L’inclusione non è un capitolo a parte: è una qualità del progetto.

Il bagno accessibile a INOUT 2026, Genova

Il progetto avrà presto un seguito anche dal vivo. Giovedì 5 novembre Francesco Rodighiero interverrà a INOUT 2026, a Genova, nella sede di Palazzo della Meridiana. Il Bagno Oggi e Domani organizza il convegno, dedicato quest’anno ai futuri paradigmi per progettare il benessere. Alle 14:30 presenterà l’intervento «Dal design for all al design for us», sul cambio di prospettiva nella cultura del progetto.

In quell’occasione mostrerà anche “Anche per me”, in modo complementare all’intervento. Il bagno inclusivo diventerà così parte dell’argomentazione, non un caso studio isolato. Gli organizzatori hanno inoltre chiesto l’accreditamento formativo all’Ordine degli Architetti e al Collegio dei Geometri di Genova.

Il numero 356 si può sfogliare online nella versione digitale della rivista. Il programma completo di INOUT 2026 si trova invece sul sito ilbagnonews.it.

Progettare con il Design for All

Affianchiamo aziende, progettisti e committenti nello sviluppo di ambienti, prodotti e servizi. Lavoriamo anche su progetti di bagno accessibile, in abitazioni e strutture ricettive. Seguiamo il processo dall’analisi dei bisogni fino alla verifica delle soluzioni. La pagina dei servizi di consulenza Design for All descrive le modalità di collaborazione e i riferimenti per contattarci.

Design for All Process: Firenze sabato 17 ottobre

Design for All Process: la giornata di Firenze del 17 ottobre

Design for All Process: strategie per l’inclusione riunisce a Firenze, sabato 17 ottobre 2026, tre scale progettuali che raramente vengono discusse nello stesso pomeriggio: un sistema museale diffuso, un prodotto industriale di larga serie, le tecnologie di intelligenza artificiale. La giornata dell’Associazione Design for All Italia si tiene all’Innovation Center di Via del Tiratoio, in collaborazione con Toscana Accessibile e Codesign Toscana.

Il Design for All non è una procedura che si applica nel migliore dei modi a un progetto già impostato. È il modo in cui il progetto viene guardato fin dall’inizio: per chi si sta progettando, chi partecipa alle decisioni, che cosa si considera un risultato significativo. Il processo è la conseguenza operativa di quello sguardo, non la sua sostituzione.

Da qui il filo che tiene insieme i tre casi della giornata. In ciascuno esiste un punto oltre il quale l’inclusione non si può più progettare, ma soltanto rimediare. Cambia dove cade quel punto; non cambia che esista.

Su questa giornata la nostra posizione non è neutrale. Francesco Rodighiero presiede l’Associazione Design for All Italia e sta curando l’organizzazione dell’incontro; lo studio ha lavorato a entrambi i casi progettuali presentati nel pomeriggio, il sistema dei Musei Civici di Bologna e l’interfaccia d’uso di Linea 5000 di BTicino. Chi legge può pesare di conseguenza quanto segue.

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Dodici musei civici, un solo modo di guardare

Il primo intervento presenta in anteprima la pubblicazione dedicata ai Musei Civici di Bologna. Dodici sedi differenti per epoca, collocazione e vincolo conservativo, affrontate come un unico organismo: formazione del personale, tavoli di Co-Design con le comunità, linee guida di accessibilità.

Le linee guida che ne sono derivate non sono un prontuario di soluzioni da trasferire da una sede all’altra. Nessuna soluzione sopravvive intatta al passaggio da un palazzo storico vincolato a un edificio contemporaneo. Quello che si trasferisce è il criterio con cui si leggono le esigenze e si valutano le risposte, e questo vale anche in sedi che nessuno ha ancora esaminato. Un museo conforme alla norma non è ancora un museo fruibile, e nessun collaudo finale colma quella distanza.

L’approccio alla scala del prodotto industriale

Il secondo caso è BTicino Linea 5000, dove lo stesso sguardo incontra i vincoli dell’industria. Il nostro contributo ha riguardato l’interfaccia d’uso del dispositivo: analisi e progetto di UX e UI, cioè la sequenza dei gesti richiesti, la leggibilità dei comandi, la chiarezza del riscontro restituito a chi li aziona.

Qui il punto di non ritorno cade prima degli stampi. Un’interfaccia fisica non si corregge con un aggiornamento: resta nella parete per vent’anni, e l’errore si replica in milioni di esemplari. Cambia il peso delle decisioni, non ciò che si guarda mentre si decide.

L’accostamento dei due casi nello stesso pomeriggio non serve a dimostrare che una procedura funziona in contesti diversi. Serve a mostrare che la disposizione progettuale resta riconoscibile quando i vincoli cambiano radicalmente. È il modo di guardare a essere stabile; le soluzioni sono ogni volta diverse, e devono esserlo.

Design for All Process: strategie per l'inclusione. Firenze, sabato 17 ottobre 2026 _

Le voci della rete

Seguono interventi brevi di soci e professionisti del network Design for All Italia, dedicati ad applicazioni concrete in contesti differenti. Il taglio richiesto riguarda anche le difficoltà incontrate, perché le resistenze di un progetto dicono più delle soluzioni riuscite su come il problema era stato inquadrato all’inizio.

Accessibilità e intelligenza artificiale:
il dialogo con Paolo Barberis

Il confronto con Paolo Barberis chiude la parte di contenuto. Fondatore di Dada e cofondatore dell’acceleratore fiorentino Nana Bianca, consigliere per l’innovazione della Presidenza del Consiglio fra il 2014 e il 2018, Barberis porta la prospettiva di chi costruisce impresa digitale.

Vale però ricordare da dove proviene: architettura fra Italia e Germania, poi specializzazione in Design delle Interfacce. È la stessa radice disciplinare di chi progetta per la diversità umana. Il dialogo non mette quindi a confronto due mondi estranei, ma due modi di trattare la medesima materia — l’interfaccia fra una persona e un sistema — in un momento in cui le tecnologie di intelligenza artificiale stanno ridefinendo le condizioni concrete dell’autonomia: orientamento, comprensione, mediazione linguistica, relazione con i servizi.

La certificazione Design for All

L’ultimo passaggio è la restituzione pubblica del lavoro che l’associazione conduce per dotarsi di uno strumento di certificazione proprio, in risposta a una domanda crescente di committenti pubblici e privati. La mattina, dalle 10.00 alle 13.00, un workshop riservato ai soci affronta le questioni aperte — che cosa si certifica, chi verifica, con quale documentazione — in vista della modifica statutaria di dicembre. Gli esiti dei tavoli vengono riportati in sala nel pomeriggio. Le adesioni all’associazione sottoscritte in ottobre valgono per l’intero 2027.

Informazioni pratiche, accessibilità e registrazione

Sessione pubblica dalle 15.00 alle 18.00, Innovation Center, Via del Tiratoio 1, Firenze. Ingresso libero e posti limitati. Il programma è provvisorio e riceverà integrazioni nelle prossime settimane.

La sede è accessibile alle persone con disabilità motoria e la sessione è accompagnata da sottotitolazione in tempo reale. L’interpretariato in Lingua dei Segni Italiana si attiva su richiesta: per prenotarlo, o per segnalare materiali in formato accessibile, posto riservato o accompagnamento, scrivere a info@dfaitalia.it entro il 30 settembre 2026.

Il numero di iscritti determina l’organizzazione della sala e dei servizi di accessibilità. Registrarsi non è una formalità: è la condizione perché l’accessibilità dichiarata nel programma sia effettivamente disponibile il giorno stesso.

Progettazione inclusiva: l’approccio Design for All a Radio Italia

Progettazione inclusiva: l’approccio Design for All a Radio Italia

Ospite della trasmissione Storytime, in onda su Radio Italia, il designer Francesco Rodighiero ha delineato i principi della progettazione inclusiva applicata a spazi, prodotti e sistemi complessi. Presidente dell’Associazione Design for All Italia e alla guida di uno studio di progettazione attivo tra architettura, design e consulenza, Rodighiero ha ricondotto l’approccio Design for All a un impegno olistico verso la diversità umana, capace di orientare l’intero processo progettuale, dall’ideazione all’esecuzione.

Progettazione inclusiva tra sostenibilità e accessibilità

Interrogato sulla convivenza tra vincoli ambientali e requisiti di accessibilità universale in strutture complesse come hotel e centri commerciali, Rodighiero ha chiarito come le due istanze, spesso percepite come antitetiche, convergano oggi in un’unica strategia di benessere. La vera variabile critica, ha osservato, resta il tempo: conciliare sostenibilità, inclusione e qualità abitativa entro cronoprogrammi compatibili con le esigenze di chi investe.

Dall’hotel al senior housing: ridefinire l’utente

Il concetto di utenza, ha spiegato il designer, non si esaurisce nella disabilità. Coinvolgere tutti gli attori del progetto, dagli anziani alle famiglie, consente di individuare soluzioni che generano benefici trasversali, purché adottino un linguaggio non stigmatizzante: una forma di accessibilità trasparente, capace di prevenire correzioni e integrazioni successive.

Co-progettazione e flessibilità nel tempo

Alla domanda sulla raccolta delle esigenze presenti e future, Rodighiero ha indicato nella co-progettazione lo strumento più efficace per trasformare esperienze e competenze degli utenti in soluzioni concrete. Data la rapidità del cambiamento sociale e tecnologico, lo studio persegue soluzioni progettuali flessibili, capaci di adattarsi con interventi minimi; l’intelligenza artificiale vi rientra come strumento complementare, non sostitutivo.

Quando l’accessibilità eleva l’estetica

Sul presunto conflitto tra funzionalità e resa estetica, Rodighiero ha citato il lavabo sviluppato per il settore alberghiero: un progetto pensato per allontanarsi da un linguaggio clinico e restituire, invece, un’immagine coerente con l’ospitalità. Il risultato, spesso definito sorprendente da acquirenti e utenti finali, dimostra come l’accessibilità universale possa qualificare, e non penalizzare, il design di alto livello.

Le tendenze secondo l’associazione Design for All Italia

Da un osservatorio nazionale, Rodighiero ha indicato nell’interfaccia utente il terreno più dinamico degli ultimi cinque anni: la dematerializzazione degli oggetti sposta la comprensibilità sull’interfaccia, come confermato dal recente IF Design Award assegnato a Bticino per un citofono esterno. Parallelamente, i fondi PNRR stanno ridisegnando l’accessibilità culturale di musei e spazi pubblici, rivedendo apparati didascalici e audioguide in chiave sensoriale, oltre che descrittiva.

La progettazione inclusiva raccontata da Rodighiero conferma un approccio che tiene insieme etica, estetica ed economia del progetto.

Design partecipato per il cambiamento: la visione di Francesco Rodighiero nell’intervista a Il Bagno Oggi e Domani

Design partecipato per il cambiamento: la visione di Francesco Rodighiero nell’intervista a Il Bagno Oggi e Domani

Nel numero di novembre-dicembre 2025 della rivistaIl Bagno Oggi e Domani, Francesco Rodighiero – designer Design for All e voce autorevole nel campo del design inclusivo – offre una lettura lucida delle trasformazioni sociali che stanno ridefinendo il progetto contemporaneo. La conversazione mette al centro i cambiamenti demografici, culturali e comportamentali che influenzeranno in modo decisivo il mondo del progetto nei prossimi anni.

Rodighiero evidenzia come «la società del futuro sarà sempre più articolata, più veloce e culturalmente più complessa», una condizione resa evidente dalla convivenza contemporanea di cinque generazioni con ritmi e abitudini profondamente differenti . L’invecchiamento della popolazione rappresenta, secondo il designer, uno dei fattori più rilevanti: «Nel 2050 un terzo degli abitanti avrà più di 64 anni», una fascia che avrà un peso determinante non solo nei consumi, ma anche nelle scelte collettive.

Da qui deriva la necessità – oggi non più rinviabile – di ripensare il design come processo aperto e inclusivo. Rodighiero afferma con chiarezza: «Non si può più pensare di progettare per una sola categoria o per noi stessi: bisogna iniziare a immaginare luoghi e oggetti per tutti» . Un approccio che chiama in causa l’intero ciclo di vita delle persone, comprese le fragilità temporanee e quelle situazioni in cui il cambiamento nelle abitudini rende necessari nuovi sistemi, nuovi prodotti o semplicemente nuovi modi di vivere gli spazi.

L’intervista mette in luce anche il ruolo centrale che i processi di ricerca e sviluppo dovranno assumere all’interno delle aziende. Sostenibilità, adattabilità e attenzione ai bisogni trasversali diventano, nella visione di Rodighiero, assi portanti del progetto contemporaneo. Il design partecipato, inteso come pratica di ascolto strutturato e interpretazione responsabile dei bisogni, si configura come uno strumento indispensabile per evitare soluzioni autoreferenziali e generare valore sociale.

Il contributo di Rodighiero si inserisce in un dialogo più ampio sul futuro dell’arredobagno e sugli scenari di innovazione che attendono il settore. La sua prospettiva ricorda come il design non possa limitarsi a rispondere all’oggi, ma debba anticipare il domani con una visione capace di includere differenze, diversità e evoluzioni quotidiane.

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Musei accessibili e Design for All: verso una nuova alleanza tra cultura, persone e progetto

Musei accessibili e Design for All: verso una nuova alleanza tra cultura, persone e progetto

 

Ripensare il museo: l’accessibilità come paradigma culturale

L’accessibilità museale non può più essere intesa come mera eliminazione di ostacoli fisici o adeguamento a normative. Essa rappresenta oggi una delle sfide epistemologiche più urgenti della progettazione culturale contemporanea. In questo contesto, il Design for All offre non solo un metodo, ma una nuova visione: progettare a partire dalla diversità, assumendo la pluralità dei visitatori come valore generativo e non come eccezione da gestire.

Negli ultimi anni, le istituzioni museali europee hanno progressivamente ampliato la propria comprensione dell’accessibilità, includendo aspetti sensoriali, cognitivi, sociali e relazionali. Tuttavia, i modelli in uso restano spesso frammentari, orientati all’intervento tecnico e privi di una struttura metodologica trasferibile.

vedi il case history

L’esperienza che cambierà il panorama italiano

Proprio per colmare questo vuoto, entro il 2025 entrerà nel nostro portfolio un’esperienza che ridefinisce radicalmente il modo in cui si affronta l’accessibilità nei musei. Un progetto sistemico, sviluppato insieme a 12 musei italiani, che ha coinvolto oltre 200 persone, inclusi utenti finali con disabilità, esperti di accessibilità, operatori culturali e decisori pubblici.

Questa iniziativa, condotta secondo una metodologia rigorosa articolata in sei fasi, ha prodotto risultati inediti su scala nazionale ed europea: raccolta strutturata dei bisogni, definizione condivisa delle priorità, elaborazione di soluzioni meta-progettuali, sviluppo di linee guida operative, generazione di concept espositivi accessibili e validazione tramite strumenti di valutazione.

Cosa abbiamo imparato: dal co-design alla governance inclusiva

L’insegnamento più profondo di questa esperienza risiede nella consapevolezza che l’accessibilità non è una soluzione, ma un processo. Un processo che parte dall’ascolto reale delle persone, attraversa la ricerca etnografica e si formalizza in dispositivi concreti che trasformano ogni fase del sistema museale: dalla comunicazione pre-visita alla fruizione in sala, fino alla formazione del personale e alla revisione delle pratiche gestionali.

Abbiamo compreso che non esiste accessibilità se non è accompagnata da un cambiamento organizzativo. L’accessibilità non è il prodotto finale di un progetto, ma una sua matrice generativa. È un criterio che attraversa lo spazio, il tempo, il linguaggio e la relazione con il pubblico. È governance. È cultura.

Verso il museo come piattaforma inclusiva

Il museo accessibile, nella sua accezione più evoluta, si configura come piattaforma culturale adattiva, capace di generare relazioni e significati anche per coloro che storicamente sono stati esclusi dai circuiti della fruizione. Il Design for All, in questo quadro, si dimostra l’approccio più avanzato per trasformare l’inclusione in un dispositivo progettuale, operativo e comunicativo.

  • Nel nostro lavoro, abbiamo sperimentato soluzioni che vanno ben oltre la norma:
  • modelli di co-design progressivo con utenze diversificate;
  • interfacce narrative multimodali adattate al profilo sensoriale e cognitivo dei visitatori;
  • format espositivi flessibili, in grado di evolversi nel tempo in base al feedback raccolto;
  • indicatori qualitativi e quantitativi per il monitoraggio dell’accessibilità percepita;
  • strategie di comunicazione crossmediale progettate per essere pienamente fruibili anche in fase di pre-visita.

Una sfida sistemica: il tempo dell’accessibilità è adesso

Con l’imminente entrata in vigore del European Accessibility Act, le istituzioni culturali sono chiamate a compiere una scelta: limitarsi all’adeguamento minimo o trasformare l’accessibilità in leva strategica. Il nostro studio, attraverso anni di ricerca e progetti pionieristici, è oggi in grado di offrire una visione e un metodo che coniugano rigore scientifico, empatia progettuale e fattibilità operativa.

Per chi desidera approfondire il nostro approccio: Processo Design for All.

 

Riferimenti e risorse utili:

Design for All Italia: un nuovo spazio nel nostro portfolio

Nel nostro portfolio si apre una nuova sezione dedicata ai progetti sviluppati in collaborazione con l’associazione Design for All Italia. Una pagina che raccoglie esperienze concrete, nate da un processo strutturato e orientato all’impatto: quello dell’accessible design guidato dal processo.

Negli ultimi anni il nostro studio ha partecipato a iniziative progettuali che pongono l’accessibilità come leva strategica per innovare. I case study raccolti in questa sezione rappresentano esempi concreti di come il Design for All possa tradursi in soluzioni funzionali, intelligenti e trasferibili.

Tra questi progetti troviamo sistemi tecnologici, spazi retail in cui l’esperienza utente è stata ripensata a partire da bisogni reali, evidenze d’uso e osservazioni sul campo. Il nostro contributo ha spaziato dalla user research ai test di usabilità, dai workshop di co-design alla validazione di soluzioni accessibili.

Tra gli obiettivi chiave vi è stato quello di garantire la comprensibilità e il comfort nell’interazione con nuove tecnologie, evitando che l’innovazione si trasformi in una barriera. Sistemi di self-checkout, dispositivi intelligenti, interfacce multisensoriali e ambienti cashless sono stati analizzati in profondità, con il coinvolgimento diretto di utenti con profili differenti per età, abilità e familiarità digitale.

La nuova pagina è accessibile a questo link. Contiene una panoramica dei contesti progettuali, una sintesi delle attività svolte e i benefici generati da ciascun intervento. È uno spazio che documenta un processo: l’accessible design come approccio evidence-based, capace di generare valore misurabile per le imprese e migliorare l’esperienza di tutte le persone.

Per chi desidera approfondire il valore e la varietà dell’approccio Design for All, consigliamo di consultare anche i case history pubblicati da Design for All Italia. Una raccolta di esperienza, contesti e soluzioni che dimostra come  si possa generare impatto reale in settori diversi, dal retail ai luoghi della cultura, dalla tecnologia ai servizi.

Vedi il nostro processo di lavoro

Francesco Rodighiero ospite su Rai Radio 3: il Design for All al centro del dibattito culturale

Francesco Rodighiero ospite su Rai Radio 3: il Design for All al centro del dibattito culturale

All’interno della trasmissione “A3 – Il formato dell’arte”, in onda su Rai Radio 3, Francesco Rodighiero ha condiviso riflessioni e esperienze sul ruolo dell’accessibilità nella cultura progettuale contemporanea. Il programma, che si distingue per l’approccio trasversale ai linguaggi dell’arte, dell’architettura e del design, ha aperto un confronto critico sul valore dell’inclusione nei processi creativi e produttivi.

Durante l’intervista, Rodighiero ha illustrato l’approccio metodologico del suo studio e dell’associazione che presiede, con particolare attenzione a un modello progettuale che supera le convenzioni del design tradizionale. Un modello che parte dall’ascolto reale degli utenti e integra strumenti di analisi e raccolta dati, con l’obiettivo di rispondere in modo concreto alle esigenze di una popolazione sempre più eterogenea. Non si tratta solo di soddisfare i requisiti normativi, ma di generare valore a lungo termine attraverso spazi e oggetti fruibili da tutti.

Tra i casi di studio presentati, ha suscitato particolare interesse la collaborazione con Bticino per la progettazione di una nuova unità citofonica esterna. L’intervento ha riguardato l’interfaccia utente e la prioritizzazione dei contenuti visivi e tattili, in modo da garantire accessibilità anche ad anziani e persone con disabilità sensoriali. Questo lavoro ha contribuito al riconoscimento del prodotto con l’iF Design Award 2025, sottolineando l’efficacia di un metodo inclusivo fondato sull’esperienza concreta.

Rodighiero ha anche offerto una riflessione critica sulla Milano Design Week, evidenziando quanto i grandi eventi del settore continuino a privilegiare un’estetica esclusiva, raramente attenta alla diversità degli utenti. Tuttavia, ha rilevato segnali di apertura e una crescente attenzione verso una progettazione più responsabile e consapevole, capace di andare oltre le tendenze e di rispondere a bisogni autentici e trasversali.

La puntata conferma l’urgenza di promuovere una nuova cultura del progetto che metta al centro l’accessibilità, intesa non come vincolo, ma come risorsa di innovazione e coesione sociale. In linea con la visione di Rodighiero.Design for All, l’obiettivo è contribuire a un cambiamento sistemico che favorisca ambienti inclusivi, funzionali e condivisi, capaci di migliorare la qualità della vita quotidiana e generare valore culturale duraturo.

Vedi il nostro processo di lavoro

Accessibilità e Design Inclusivo: come innovare nel Product Design

Accessibilità e Design Inclusivo:
come innovare nel Product Design

Strategie e approcci per una progettazione accessibile

Nel panorama contemporaneo del design, l’accessibilità non rappresenta più una semplice opzione progettuale, bensì un imperativo etico e metodologico. Il Product Design inclusivo si configura come un paradigma imprescindibile per la creazione di prodotti concepiti per una fruizione universale, eliminando barriere fisiche, cognitive e sensoriali. L’innovazione tecnologica e metodologica gioca un ruolo cardinale nel garantire una progettazione che contempli la diversità umana come valore intrinseco e non come vincolo.

Servizi design for All

Il valore del design inclusivo

Integrare accessibilità e innovazione per un prodotto più efficace

Un prodotto ben progettato deve rispondere a criteri di ergonomia, intuitività e usabilità senza richiedere adattamenti ex post. Ciò implica un processo progettuale che integri sinergicamente accessibilità e design, prevenendo l’insorgenza di ostacoli e garantendo un’interazione fluida e immediata. L’approccio inclusivo amplia il mercato di riferimento e accresce il valore percepito dell’oggetto, favorendo la fidelizzazione degli utenti e l’affermazione di un linguaggio progettuale innovativo e trasversale.

Principi e strategie di un Product Design accessibile

Elementi chiave per una progettazione inclusiva e funzionale

L’innovazione nel design accessibile si fonda su alcuni assi portanti:

  • Ergonomia avanzata e adattiva: studio morfologico e funzionale finalizzato a minimizzare l’affaticamento e massimizzare l’efficienza d’uso.
  • Usabilità multi-sensoriale: sviluppo di soluzioni progettuali che garantiscano un’interazione naturale e immediata, indipendentemente dalle competenze dell’utente.
  • Integrazione di tecnologie assistive e materiali intelligenti: impiego di soluzioni d’avanguardia per migliorare la fruibilità senza compromessi estetici o strutturali.

Applicazioni del design inclusivo nei nostri progetti

Esperienze concrete e risultati ottenuti

All’interno delle esperienze progettuali maturate da Rodighiero.Design for All, l’accessibilità si configura come principio fondante. Attraverso un’attenta ricerca sui materiali, sull’ergonomia e sulle interfacce, ogni prodotto viene sviluppato per rispondere a criteri di usabilità avanzata, coniugando estetica e funzionalità in un equilibrio armonico. La nostra esperienza consolidata ci ha permesso di sviluppare prodotti che hanno ottenuto riconoscimenti dal pubblico, confermando la validità del nostro approccio.

Grazie al processo di progettazione Design for All, caratterizzato da una metodologia iterativa e centrata sull’utente, abbiamo sviluppato una forte empatia progettuale, elemento essenziale per la creazione di soluzioni accessibili ed efficaci. L’empatia è infatti un fattore determinante nella comprensione delle reali esigenze degli utenti e nella traduzione di tali necessità in innovazioni concrete e funzionali.

Nel nostro approccio progettuale, ci poniamo costantemente domande fondamentali che ogni azienda dovrebbe considerare per sviluppare prodotti realmente inclusivi, non solo dal punto di vista dell’usabilità, ma anche sotto il profilo economico e strategico:

  • Il prodotto sarà utilizzabile da tutti?

  • Quali difficoltà potrebbero riscontrare gli utenti?

  • Che esigenze speciali o disabilità possono impedirne l’uso?

  • Quanto sarà più confortevole per tutti se accessibile e inclusivo?

  • Come possiamo integrare l’accessibilità senza compromettere il design?

  • Quali tecnologie o materiali possono migliorare l’esperienza d’uso per un pubblico più ampio?

  • Quali vantaggi competitivi può offrire un prodotto accessibile sul mercato?

  • L’accessibilità può rappresentare un valore aggiunto per il brand e la reputazione aziendale?

  • Come l’inclusività può ampliare il target di mercato e aumentare le vendite?

  • Quali sono i costi iniziali di progettazione accessibile rispetto ai benefici a lungo termine?

Parlaci del tuo progetto

Verso un nuovo paradigma del Product Design

L’evoluzione dell’accessibilità come driver di innovazione

L’evoluzione del Product Design si orienta verso un’integrazione sempre più raffinata dell’accessibilità e dell’inclusività. Innovare in tale ambito non equivale soltanto a soddisfare esigenze normative e sociali, ma rappresenta una strategia competitiva capace di generare valore aggiunto per le imprese e per la collettività. Il design inclusivo non costituisce una semplice tendenza, bensì un’autentica trasformazione radicale nella cultura progettuale.


Risorse e approfondimenti

Design for All e PNRR: Un’opportunità per un futuro Inclusivo

Design for All e PNRR

L’accessibilità e l’inclusione non rappresentano più soltanto obiettivi etici e sociali, ma sono diventati parametri strategici di sviluppo e innovazione. Il Design for All, quale metodologia progettuale fondata sull’inclusività e sull’usabilità universale, si configura come uno strumento essenziale per garantire che prodotti, servizi e ambienti siano fruibili dal maggior numero possibile di persone, indipendentemente dalle loro capacità fisiche, sensoriali o cognitive.

In questo contesto, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) rappresenta un’occasione cruciale per la trasformazione dei territori e dei servizi pubblici secondo criteri di accessibilità, sostenibilità e innovazione. Con un budget complessivo di oltre 191,5 miliardi di euro, il PNRR prevede interventi mirati in molteplici ambiti, tra cui istruzione, mobilità, rigenerazione urbana, cultura e digitalizzazione, con un focus specifico sull’inclusione sociale.

Uno degli assi portanti del piano è rappresentato dalla Missione 5 – Inclusione e Coesione, che finanzia iniziative volte a ridurre le disuguaglianze e a garantire pari opportunità attraverso la riqualificazione delle infrastrutture e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Questo si traduce in interventi concreti a favore della progettazione di spazi pubblici e privati più accessibili e fruibili.

All’interno di questo quadro, Rodighiero.Design for All si propone come partner strategico per enti pubblici, aziende e istituzioni interessate a sviluppare progetti coerenti con le linee guida del PNRR, attraverso l’applicazione rigorosa dell’approccio Design for All.

Servizi design for All
Design for All e PNRR - Rodighiero.Design for All - Partner, consulenza, architettura e design

Settori di applicazione e il nostro supporto tecnico


L’applicazione del Design for All nei progetti finanziati dal PNRR non si limita alla sola eliminazione delle barriere architettoniche, ma si estende a molteplici settori, favorendo un approccio globale all’accessibilità. Di seguito, analizziamo alcune delle aree chiave in cui il nostro studio può offrire competenze specialistiche.

1. Rigenerazione urbana e accessibilità degli spazi pubblici

Il PNRR destina risorse significative alla trasformazione delle città in ottica inclusiva, con progetti che riguardano la riqualificazione di aree urbane, spazi pubblici e infrastrutture di trasporto. Rodighiero.Design for All fornisce supporto nella progettazione di ambienti che rispettino le normative sull’accessibilità (DM 236/1989, UNI CEI EN 17161) e adottino un approccio integrato al Design for All, per garantire soluzioni che rispondano alle esigenze di tutte le persone, comprese quelle con disabilità motorie, sensoriali o cognitive.

2. Innovazione e digitalizzazione accessibile

Uno degli obiettivi del PNRR è la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dei servizi per i cittadini. Tuttavia, l’accessibilità digitale è ancora una sfida aperta. Il nostro team può supportare enti e aziende nello sviluppo di interfacce, piattaforme e sistemi di comunicazione in linea con le direttive europee (Direttiva UE 2016/2102 sull’accessibilità web), garantendo una navigazione inclusiva per tutti gli utenti, compresi coloro che utilizzano tecnologie assistive.

3. Cultura e turismo accessibile

La Missione 1 del PNRR prevede investimenti nel settore culturale per favorire l’accessibilità ai musei, siti archeologici e spazi espositivi. Rodighiero.Design for All ha maturato un’esperienza consolidata nella progettazione di percorsi museali inclusivi, strumenti di fruizione multisensoriale e soluzioni per la comunicazione accessibile, contribuendo alla valorizzazione del patrimonio culturale in chiave Design for All.

4. Progettazione di prodotti inclusivi

Nel contesto della transizione ecologica e dell’innovazione industriale, il PNRR promuove lo sviluppo di prodotti e tecnologie sostenibili ed ergonomici. Il nostro expertise di product design affianca le aziende nella creazione di soluzioni accessibili e user-friendly, in conformità con gli standard internazionali, migliorando così la competitività sul mercato attraverso l’adozione di un approccio responsabile e inclusivo.

Con una metodologia scientifica e una profonda conoscenza delle best practice, Rodighiero.Design for All si pone come interlocutore privilegiato per tutte le realtà che intendono sfruttare i finanziamenti del PNRR per realizzare progetti di reale impatto sociale.

Consulenza design for All
Design for All e PNRR - Rodighiero.Design for All - Partner, consulenza, architettura e design

Come collaborare e sfruttare al meglio le opportunità del PNRR


Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un’occasione unica per realtà pubbliche e private che desiderano investire in progetti accessibili e inclusivi. Tuttavia, per accedere ai finanziamenti e garantire la conformità ai requisiti previsti dalle normative europee e nazionali, è fondamentale adottare un approccio metodologico rigoroso e una visione strategica.

In questo contesto, Rodighiero.Design for All si propone come partner tecnico e consulenziale per accompagnare enti pubblici, aziende e studi professionali lungo tutto il processo progettuale. Le nostre competenze si articolano in diverse fasi operative:

• Analisi e audit di accessibilità: valutazione delle condizioni esistenti e definizione di strategie di adeguamento per ambienti, prodotti e servizi in ottica Design for All.

• Progettazione inclusiva: sviluppo di soluzioni innovative e accessibili nel settore dell’architettura, del product design e della comunicazione digitale.

• Consulenza per bandi e finanziamenti: supporto nella predisposizione della documentazione tecnica necessaria per partecipare ai bandi di finanziamento previsti dal PNRR.

• Formazione e capacity building: attività di aggiornamento professionale e sensibilizzazione sui temi dell’accessibilità e dell’inclusione per progettisti, amministratori pubblici e aziende.

Le amministrazioni e le imprese che intendono accedere ai fondi del PNRR possono contattarci per una prima consulenza gratuita, finalizzata a individuare le migliori strategie di intervento e le opportunità più adatte alle proprie esigenze.

PNRR – Documentazione ufficiale – Governo Italiano
Linee guida sull’accessibilità digitale – AgID – Agenzia per l’Italia Digitale
Osservatorio PNRR e disabilità – Ministero per le Disabilità
Normativa sull’accessibilità negli spazi pubblici – UNI Ente Italiano di Normazione
Associazione Design for All Italia – DFA Italia

Per maggiori informazioni o per valutare possibili collaborazioni, contattaci. Insieme, possiamo trasformare le opportunità offerte dal PNRR in progetti concreti e di valore per la collettività.

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A proposito di ergonomia

L’ergonomia contemporanea, nel suo intento principale, mira a ottimizzare l’interazione uomo-sistema al fine di promuovere il benessere individuale e incrementare l’efficienza operativa complessiva. La disciplina interviene attraverso l’analisi dettagliata e la progettazione consapevole di ambienti di lavoro, attrezzature, e interfacce utente, adottando una visione sistemica che comprende la fisiologia, la psicologia e l’interazione socio-tecnica. L’applicabilità dell’ergonomia si estende oltre il contesto lavorativo, permeando la vita domestica e il tempo libero, con implicazioni significative nella progettazione di elettrodomestici, mobili, strumenti e dispositivi digitali. In ogni scenario, l’obiettivo rimane quello di armonizzare le esigenze fisiche e cognitive dell’individuo con le caratteristiche tecniche e funzionali dei sistemi che utilizza, per una coesistenza che privilegia la salute, la sicurezza e l’efficacia delle interazioni.

Esiste anche un’evoluzione dell’ergonomia contemporanea, definita olistica, e delineata da Luigi Bandini Buti, padre e fondatore della SIE, Società Italiana di Ergonomia. Si innesta sul paradigma dell’Olismo, che postula l’insufficienza delle analisi riduzioniste per comprendere la totalità delle dinamiche sistemiche. Secondo questa teoria, le proprietà emergenti di un sistema non sono deducibili esclusivamente dalla sommatoria delle sue parti costituenti. Tale impostazione critica la frammentazione dell’approccio ergonomico tradizionale, che tende a categorizzare l’interazione uomo-sistema in compartimenti stagni quali usabilità/progettazione, salute/sicurezza del lavoro, e ergonomia cognitiva. Bandini Buti avanza la necessità di un framework concettuale più sofisticato che integri le variabili fisiche, cognitive e affettive nel progetto ergonomico, enfatizzando la preminenza di fattori quali le pre-conoscenze e capacità dell’individuo, la memoria collettiva, i pattern comportamentali e le emozioni. L’Ergonomia olistica, quindi, propugna un ampliamento del corpus metodologico e degli strumenti epistemici per affrontare la complessità intrinseca delle interazioni umane nell’ambito del design di ambienti, prodotti e sistemi, proponendo un’analisi più integrata e meno compartimentale dell’interfaccia uomo-oggetto.

Per una valutazione finale ergonomica, i team di sviluppo ergonomico utilizzano modelli fisici o digitali per emulare le caratteristiche del design proposto. Queste varietà di prototipi sono essenziali per valutare l’interazione tra l’utente e il prodotto in condizioni controllate e per rilevare problemi di usabilità prima della produzione e il lancio sul mercato. Gli utenti finali sono coinvolti per testare questi prototipi, fornendo feedback preziosi sulla loro esperienza d’uso, comfort, e facilità d’interazione attraverso interviste, test di usabilità e questionari appositamente costruiti per la raccolta di dati significativi. Durante l’analisi dei risultati, si esaminano le metriche quantitative e qualitative raccolte, come ad esempio il tempo di esecuzione dei compiti, l’accuratezza delle prestazioni, e le risposte soggettive degli utenti riguardanti il comfort e la soddisfazione. Questi dati vengono poi utilizzati per valutare l’efficacia delle soluzioni. Pertanto, quando si designa un prodotto o una sua parte come ‘ergonomico’, ciò sottolinea e si intende che il processo di analisi e sintesi ergonomico è stato eseguito nel suo intero iter. L’efficacia della soluzione ergonomica è valutata in relazione alle informazioni, l’oggetto ergonomico non esiste come entità assoluta, ma è il risultato del confronto tra diverse soluzioni, con l’obiettivo di identificare quella che offre il massimo comfort e prestazioni secondo anche gli obiettivi definiti nel brief di progetto.

Nell’ambito dello sviluppo ergonomico di ausili destinati a persone con disabilità, l’azienda Ponte Giulio ha adottato un processo di ricerca e sviluppo mirato a ottimizzare le prestazioni ergonomiche dei propri prodotti. Ad esempio, la progettazione di maniglie e maniglioni di sicurezza riflette un’approfondita indagine sulle interazioni fisiche e percettive tra l’utente e l’ausilio. L’avanzamento tecnologico e la capacità produttiva hanno consentito l’esplorazione e l’adozione di forme e di materiali che offrono un comfort anche tattile e percettivo superiore. L’evoluzione di questi dispositivi avviene attraverso un processo iterativo, dove ogni nuova soluzione viene confrontata con le versioni precedenti tramite un’analisi anche basata su parametri antropometrici,  capacità umane, necessità e feedback raccolti nel tempo da utenti e clienti. Questo consente di affinare continuamente il design, migliorando l’impugnabilità e l’efficacia funzionale, assicurando che gli ausili non solo rispondano ai requisiti di sicurezza, ma promuovano il comfort per incrementare la qualità di vita.

Volendo sempre più lavorare per il miglioramento degli standard di vita quotidiana, il percorso verso soluzioni più avanzate è un intricato intreccio di variabili. La molteplicità di caratteristiche progettuali che nel tempo designer e università hanno analizzato, ha generato nel tempo discipline e processi molto più articolati ed efficienti. Oltre all’ergonomia, emergono discipline inclusive e metodologie problem solving, che abbracciano ad esempio anche la diversità umana e i molteplici contesti d’uso. Questi approcci integrano strategie e metodologie più complesse, superando i limiti del tradizionale processo ergonomico per abbracciare una visione più ampia e integrata del design.

 

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