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Progettazione inclusiva: l’approccio Design for All a Radio Italia

Progettazione inclusiva: l’approccio Design for All a Radio Italia

Ospite della trasmissione Storytime, in onda su Radio Italia, il designer Francesco Rodighiero ha delineato i principi della progettazione inclusiva applicata a spazi, prodotti e sistemi complessi. Presidente dell’Associazione Design for All Italia e alla guida di uno studio di progettazione attivo tra architettura, design e consulenza, Rodighiero ha ricondotto l’approccio Design for All a un impegno olistico verso la diversità umana, capace di orientare l’intero processo progettuale, dall’ideazione all’esecuzione.

Progettazione inclusiva tra sostenibilità e accessibilità

Interrogato sulla convivenza tra vincoli ambientali e requisiti di accessibilità universale in strutture complesse come hotel e centri commerciali, Rodighiero ha chiarito come le due istanze, spesso percepite come antitetiche, convergano oggi in un’unica strategia di benessere. La vera variabile critica, ha osservato, resta il tempo: conciliare sostenibilità, inclusione e qualità abitativa entro cronoprogrammi compatibili con le esigenze di chi investe.

Dall’hotel al senior housing: ridefinire l’utente

Il concetto di utenza, ha spiegato il designer, non si esaurisce nella disabilità. Coinvolgere tutti gli attori del progetto, dagli anziani alle famiglie, consente di individuare soluzioni che generano benefici trasversali, purché adottino un linguaggio non stigmatizzante: una forma di accessibilità trasparente, capace di prevenire correzioni e integrazioni successive.

Co-progettazione e flessibilità nel tempo

Alla domanda sulla raccolta delle esigenze presenti e future, Rodighiero ha indicato nella co-progettazione lo strumento più efficace per trasformare esperienze e competenze degli utenti in soluzioni concrete. Data la rapidità del cambiamento sociale e tecnologico, lo studio persegue soluzioni progettuali flessibili, capaci di adattarsi con interventi minimi; l’intelligenza artificiale vi rientra come strumento complementare, non sostitutivo.

Quando l’accessibilità eleva l’estetica

Sul presunto conflitto tra funzionalità e resa estetica, Rodighiero ha citato il lavabo sviluppato per il settore alberghiero: un progetto pensato per allontanarsi da un linguaggio clinico e restituire, invece, un’immagine coerente con l’ospitalità. Il risultato, spesso definito sorprendente da acquirenti e utenti finali, dimostra come l’accessibilità universale possa qualificare, e non penalizzare, il design di alto livello.

Le tendenze secondo l’associazione Design for All Italia

Da un osservatorio nazionale, Rodighiero ha indicato nell’interfaccia utente il terreno più dinamico degli ultimi cinque anni: la dematerializzazione degli oggetti sposta la comprensibilità sull’interfaccia, come confermato dal recente IF Design Award assegnato a Bticino per un citofono esterno. Parallelamente, i fondi PNRR stanno ridisegnando l’accessibilità culturale di musei e spazi pubblici, rivedendo apparati didascalici e audioguide in chiave sensoriale, oltre che descrittiva.

La progettazione inclusiva raccontata da Rodighiero conferma un approccio che tiene insieme etica, estetica ed economia del progetto.

Il lavabo Prime arriva sul piccolo schermo

Non c’è più grande soddisfazione per uno Studio di Design che vedere i propri prodotti in uso e visibili nella vita quotidiana. Ancor più delle vendite. E’ questo il caso del lavabo Prime, scelto dalla produzione Rai per il serie televisiva ‘Lea – Un nuovo giorno’ sviluppata in 4 serate. Disegnato da Francesco Rodighiero, rispetta i principi del Design for All e ha ottenuto il Marchio di Qualità rilasciato dall’Associazione Design for All Italia.

La costruzione del set ha previsto la posa, seppur non propriamente corretta, di tre lavabi da appoggio con i miscelatori scelti e suggeriti dall’azienda produttrice del lavabo. Goman infatti ha provveduto alla fornitura degli elementi richiesti dalla produzione, che ringraziamo per la cortesia.

Possiamo supporre, quasi con certezza, che la scelta del prodotto sia riconducibile non unicamente per le caratteristiche funzionali. Ma anche per la volontà di non utilizzare lavabi ospedalieri particolarmente caratterizzanti e stigmatizzati, molto presenti in svariate strutture in Italia e all’estero. Fa ancora più piacere, quindi, almeno pensare che ci sia stata l’idea di presentare un bagno con elementi del Design italiano innovativi ed espressivi.

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