Design for All Process: la giornata di Firenze del 17 ottobre

Design for All Process: strategie per l’inclusione riunisce a Firenze, sabato 17 ottobre 2026, tre scale progettuali che raramente vengono discusse nello stesso pomeriggio: un sistema museale diffuso, un prodotto industriale di larga serie, le tecnologie di intelligenza artificiale. La giornata dell’Associazione Design for All Italia si tiene all’Innovation Center di Via del Tiratoio, in collaborazione con Toscana Accessibile e Codesign Toscana.

Il Design for All non è una procedura che si applica nel migliore dei modi a un progetto già impostato. È il modo in cui il progetto viene guardato fin dall’inizio: per chi si sta progettando, chi partecipa alle decisioni, che cosa si considera un risultato significativo. Il processo è la conseguenza operativa di quello sguardo, non la sua sostituzione.

Da qui il filo che tiene insieme i tre casi della giornata. In ciascuno esiste un punto oltre il quale l’inclusione non si può più progettare, ma soltanto rimediare. Cambia dove cade quel punto; non cambia che esista.

Su questa giornata la nostra posizione non è neutrale. Francesco Rodighiero presiede l’Associazione Design for All Italia e sta curando l’organizzazione dell’incontro; lo studio ha lavorato a entrambi i casi progettuali presentati nel pomeriggio, il sistema dei Musei Civici di Bologna e l’interfaccia d’uso di Linea 5000 di BTicino. Chi legge può pesare di conseguenza quanto segue.

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Dodici musei civici, un solo modo di guardare

Il primo intervento presenta in anteprima la pubblicazione dedicata ai Musei Civici di Bologna. Dodici sedi differenti per epoca, collocazione e vincolo conservativo, affrontate come un unico organismo: formazione del personale, tavoli di Co-Design con le comunità, linee guida di accessibilità.

Le linee guida che ne sono derivate non sono un prontuario di soluzioni da trasferire da una sede all’altra. Nessuna soluzione sopravvive intatta al passaggio da un palazzo storico vincolato a un edificio contemporaneo. Quello che si trasferisce è il criterio con cui si leggono le esigenze e si valutano le risposte, e questo vale anche in sedi che nessuno ha ancora esaminato. Un museo conforme alla norma non è ancora un museo fruibile, e nessun collaudo finale colma quella distanza.

L’approccio alla scala del prodotto industriale

Il secondo caso è BTicino Linea 5000, dove lo stesso sguardo incontra i vincoli dell’industria. Il nostro contributo ha riguardato l’interfaccia d’uso del dispositivo: analisi e progetto di UX e UI, cioè la sequenza dei gesti richiesti, la leggibilità dei comandi, la chiarezza del riscontro restituito a chi li aziona.

Qui il punto di non ritorno cade prima degli stampi. Un’interfaccia fisica non si corregge con un aggiornamento: resta nella parete per vent’anni, e l’errore si replica in milioni di esemplari. Cambia il peso delle decisioni, non ciò che si guarda mentre si decide.

L’accostamento dei due casi nello stesso pomeriggio non serve a dimostrare che una procedura funziona in contesti diversi. Serve a mostrare che la disposizione progettuale resta riconoscibile quando i vincoli cambiano radicalmente. È il modo di guardare a essere stabile; le soluzioni sono ogni volta diverse, e devono esserlo.

Design for All Process: strategie per l'inclusione. Firenze, sabato 17 ottobre 2026 _

Le voci della rete

Seguono interventi brevi di soci e professionisti del network Design for All Italia, dedicati ad applicazioni concrete in contesti differenti. Il taglio richiesto riguarda anche le difficoltà incontrate, perché le resistenze di un progetto dicono più delle soluzioni riuscite su come il problema era stato inquadrato all’inizio.

Accessibilità e intelligenza artificiale:
il dialogo con Paolo Barberis

Il confronto con Paolo Barberis chiude la parte di contenuto. Fondatore di Dada e cofondatore dell’acceleratore fiorentino Nana Bianca, consigliere per l’innovazione della Presidenza del Consiglio fra il 2014 e il 2018, Barberis porta la prospettiva di chi costruisce impresa digitale.

Vale però ricordare da dove proviene: architettura fra Italia e Germania, poi specializzazione in Design delle Interfacce. È la stessa radice disciplinare di chi progetta per la diversità umana. Il dialogo non mette quindi a confronto due mondi estranei, ma due modi di trattare la medesima materia — l’interfaccia fra una persona e un sistema — in un momento in cui le tecnologie di intelligenza artificiale stanno ridefinendo le condizioni concrete dell’autonomia: orientamento, comprensione, mediazione linguistica, relazione con i servizi.

La certificazione Design for All

L’ultimo passaggio è la restituzione pubblica del lavoro che l’associazione conduce per dotarsi di uno strumento di certificazione proprio, in risposta a una domanda crescente di committenti pubblici e privati. La mattina, dalle 10.00 alle 13.00, un workshop riservato ai soci affronta le questioni aperte — che cosa si certifica, chi verifica, con quale documentazione — in vista della modifica statutaria di dicembre. Gli esiti dei tavoli vengono riportati in sala nel pomeriggio. Le adesioni all’associazione sottoscritte in ottobre valgono per l’intero 2027.

Informazioni pratiche, accessibilità e registrazione

Sessione pubblica dalle 15.00 alle 18.00, Innovation Center, Via del Tiratoio 1, Firenze. Ingresso libero e posti limitati. Il programma è provvisorio e riceverà integrazioni nelle prossime settimane.

La sede è accessibile alle persone con disabilità motoria e la sessione è accompagnata da sottotitolazione in tempo reale. L’interpretariato in Lingua dei Segni Italiana si attiva su richiesta: per prenotarlo, o per segnalare materiali in formato accessibile, posto riservato o accompagnamento, scrivere a info@dfaitalia.it entro il 30 settembre 2026.

Il numero di iscritti determina l’organizzazione della sala e dei servizi di accessibilità. Registrarsi non è una formalità: è la condizione perché l’accessibilità dichiarata nel programma sia effettivamente disponibile il giorno stesso.